Finanza
Scuole: a Pisa ci sono 4.200 bambini a rischio espulsione
Sono quelli che non risultano in regola con la nuova legge: il 10 marzo scade l'ultimo termine per mettersi in regola. Tomasi: "Tanto resta ancora da fare"
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.16518816:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/vaccini/vaccini-a-scuola-dubbi-e-risposte-per-i-genitori/88795/90350]]
PISA. Il numero dei bambini vaccinati negli ultimi mesi è cresciuto in modo esponenziale, con percentuali incrementare anche di quattro, cinque punti. A Pisa e provincia resta però alto il numero di “inadempienti” che, in vista della scadenza del prossimo 10 marzo, potrebbe avere ripercussioni sul cammino scolastico di centinaia di piccoli studenti.
A quindici giorni dalla scadenza fissata dal ministero della Salute per mettersi in regola, secondo i dati dell’Asl sono circa 4.200 i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni a non aver effettuato le dieci vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge Lorenzin (poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo B, morbillo, rosolia, parotite e varicella). Un numero sovrastimato, in cui confluiscono anche i bambini che hanno iniziato, ma non ancora completato il percorso vaccinale, che però resta il più alto dei territori di competenza dell’Asl Toscana Nord Ovest.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.16518806:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/dieci-motivi-per-vaccinarsi-secondo-l-esperto-dell-asl/89809/91370]]
«Tra i bambini inadempienti risultano anche quelli che hanno effettuato le prime dosi dei vaccini obbligatori – specifica il dottor Alberto Tomasi, direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl Toscana Nord Ovest – e chi ha intrapreso il percorso vaccinale con i pediatri. In questo caso può capitare che non tutti abbiano ancora aggiornato la situazione vaccinale con i dati digitali. I numeri precisi si avranno solo a pochi giorni dalla scadenza del 10 marzo, ma i dati già disponibili, anche se un po’ in eccesso, ci dicono che negli ultimi mesi è stato fatto molto e che l’entrata in vigore della legge Lorenzin ha fatto sentire i suoi effetti positivi. Tanto resta però ancora da fare».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.16518799:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/cronaca/a-scuola-vaccinati-le-regole-da-seguire/88997/90552]]
In poco più di quattro mesi il numero di “inadempienti” è stato quasi dimezzato, raggiungendo percentuali «soddisfacenti» di bambini vaccinati, ma ancora al di sotto della soglia del 95% raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità affinché sia assicurata la cosiddetta immunità di gregge, la condizione che consente anche agli individui non vaccinati di godere dei benefici dell’immunizzazione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16100497:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2017/11/10/news/scatta-la-legge-del-vaccino-fuori-dai-nidi-quattro-bimbi-1.16100497]]
A Pisa è provincia è stata raggiunta la quota del 94% di copertura del vaccino esavalente (poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo B) e tra il 91 e il 92% per il quadrivalente (morbillo, rosolia, varicella e parotite). «In particolare per il vaccino quadrivalente – prosegue Tomasi – abbiamo registrato un netto miglioramento rispetto allo scorso anno, quando la percentuale di bambini vaccinati si attestava attorno all’86-87%: periodo che ha coinciso con un’importante epidemia da morbillo che si è verificata in provincia di Pisa».
Entro il 10 marzo, i genitori dovranno presentare l’attestazione di avvenuta vaccinazione rilasciata dall’Asl o la copia della richiesta di effettuazione del percorso vaccinale con il primo appuntamento fissato dopo il 10 marzo. Documentazione obbligatoria per evitare l’esclusione dei bambini dai nidi e dalle scuole dell’infanzia e una sanzione (da 100 a 500 euro) che verrà applicata anche ai genitori di chi frequenta le scuole di grado superiore (fino a 16 anni).
«La copertura vaccinale sta salendo notevolmente, nonostante alcune resistenze. Indipendentemente da cosa pensano i genitori, se la copertura vaccinale scende, i virus circolano più facilmente e il rischio di contrarre una malattia diventa più alto – prosegue Tomasi –. La situazione è migliorata notevolmente, ma c’ancora molto lavoro da fare. L’obiettivo è cercare di vaccinare tutti i bambini anche perché, vaccinando, tra qualche decennio qualche malattia non ci sarà più. Per raggiungere questo scopo occorre però un atteggiamento più responsabile da parte di tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
