Sicurezza
Riapre la Domus Mazziniana, e senza singhiozzi
Restaurata la chitarra dalla quale il patriota non si separava mai. Celebrazioni dal 9 marzo
PISA. Riapre la Domus Mazziniana e lo fa a suon di chitarra. Dopo aperture a singhiozzo, dopo il commissariamento, arriva una sferzata di novità, una serie di “moti” risorgimentali voluti dal nuovo presidente della Domus, il rettore Paolo Mancarella.
Dal 9 all'11 marzo, infatti, la Domus si anima di eventi celebrativi della morte di Giuseppe Mazzini avvenuta a Pisa il 10 marzo 1872 dopo una malattia vissuta da “carbonaro” nella casa di Nathan Rosselli (attuale sede della Domus), sotto il falso nome di George Brown.
La riapertura vedrà, tra gli eventi cardine, il ritorno della chitarra di Mazzini, una chitarra preziosissima per il fondatore della patria, una sorta di Fender dell'Ottocento fabbricata a Napoli. Il nostro primo "patriota" infatti, aveva ben due chitarre: una conservata a Genova e perfettamente funzionante, l'altra invece era sotto teca alla Domus ma era mancante di qualche corda oltre che presentare deterioramenti alla cassa e al manico. Nonostante una vita turbolenta, rocambolesca, raminga alla Salgari, Mazzini da quella chitarra non si separava mai tant'è che nel museo, a riprova della vocazione musicale di Mazzini, è conservato anche un suo spartito autografo con la trascrizione di un canto popolare svizzero.
«La chitarra ha subìto un lungo e delicato restauro ed è pronta ad essere esposta e ad essere suonata», dice Pietro Finelli, direttore della Domus che ha seguito gli alti e bassi dell'istituzione mantenendo con gagliardia garibaldina il timone verso la piena apertura del museo. «Oltre alla chitarra – continua Finelli – ci stiamo muovendo per far sì che la Domus sia più social, per cui puntiamo a novità significative sulle nostre pagine Facebook e Instagram per farci conoscere anche tra i giovani e farli interessare alle tematiche sviluppate dalla Domus».
In arrivo anche il servizio di newsletter. Il direttore ci dice subito che non sarà un'apertura straordinaria e quindi si mette la parola fine a quell'andirivieni di aperture e chiusure a singhiozzo per un'istutizione così importante da essere stata inaugurata e visitata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La giornata clou di questi eventi sarà da tradizione, il 10 marzo, anniversario della morte di Mazzini e a fare gli onori di casa ci sarà Mancarella. Il programma dettagliato deglle celebrazioni «è ancora in progress e verrà annunciato nei prossimi giorni», spiega Finelli.
Dopo un lungo periodo di commissariamento condotto da Fabio Beltram, già direttore della Scuola Normale, la Domus è ritornata alla gestione ordinaria, con un nuovo consiglio d’amministrazione presieduto dal rettore Mancarella. A seguito di tale incarico, il rettore dell’Università ha indetto le elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione, da cui sono risultati eletti la professoressa Giuliana Limiti per i soci benemeriti, Mario Di Napoli per i soci perpetui e il professor Roberto Balzani per i soci ordinari. Il comitato scientifico annovera: il professor Giuseppe Monsagrati (Università di Roma Tre), il professor Roberto Balzani (Università di Bologna), il professor Daniele Menozzi, (Scuola Normale Superiore), il professor Gilles Pecout e Mario Di Napoli (Associazione Mazziniana Italiana).
«La futura attività dell'ente – continua Finelli – si svilupperà in stretta sinergia con l’Università, lungo due assi portanti: le celebrazioni per il 70° della Costituzione e quello per il 170° anniversario della battaglia di Curtatone e Montanara, a confermare quel legame tra il Risorgimento e Repubblica che è alla base della stessa mission della Domus Mazziniana».
Il direttore conferma poi alcune rodate attività come quelle rivolte ad alunni ed insegnati delle scuole.
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