I ladri tartassano il locale, quaranta ospiti vanno a cena per solidarietà
Un gruppo di cittadini va a mangiare in segno di solidarietà all’Osteria San Paolo. Il titolare Carlo Bibbiani: «Non li avevo mai visti, ma avevano letto Il Tirreno»
PISA. Gli organizzatori della cena non li aveva mai visti. «Mi hanno telefonato dicendo di aver letto l’articolo del Tirreno, prenotando 40 coperti. Sono contentissimo: se i ladri ci stanno complicando la vita, questa manifestazione d’affetto mi ripaga di tutto».
Non trattiene l’emozione Carlo Bibbiani, il titolare dell’Osteria San Paolo, il ristorante nell’omonima via del quartiere di Sant’Antonio bersaglio dei continui raid notturni nel centro di Pisa: quattro solo negli ultimi due mesi, più un quinto nella sua casa a Barbaricina, alle porte della città. L’ultimo episodio nella notte fra il 13 e il 14 febbraio, alla vigilia di San Valentino, con pregiatissime bottiglie di vino, olio e whisky trafugate. È per questo che alcuni cittadini – che preferiscono non apparire con nome e cognome, ma non sfuggono alle foto di gruppo – qualche giorno fa hanno contattato il locale per organizzare una cena di solidarietà e contribuire, almeno in parte, a ripagare tutti quei danni provocati dai malviventi all’attività della famiglia Bibbiani, colpita soprattutto nell’animo dalle inarrestabili ruberie.
VIDEO: Il titolare Carlo Bibbiani racconta l'ultimo furto
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L’evento è stato organizzato la sera di martedì 20 febbraio e ha riscosso grande successo.«Ci tengo a dirvi grazie – ha scritto su Facebook la figlia del titolare dell’osteria, Elena Bibbiani – Grazie per la vicinanza, grazie per la solidarietà. Grazie perché avete reso un momento difficile meno difficile. Grazie perché senza secondi fini, con questo gesto, siete stati presenti. Perché domani mattina alzare quella serranda violata quattro volte in poco più di due mesi sarà meno faticoso, perché mio padre si sentirà meno solo. Grazie perché i cittadini non sono lo Stato e hanno risposto. E di questa brutta storia ricorderemo qualcosa di bello: i messaggi di solidarietà, le parole, l’empatia, i gesti come questo: grazie di cuore».
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Durante la serata il titolare ha anche raccontato un altro episodio estremamente piacevole, che aiuta a cancellare quelle maledette nottate in cui la polizia lo contattava per informarlo dell’ennesimo furto messo a segno in via San Paolo. «Mi ha telefonato un addetto ai lavori, si chiama Gennaro Romano – rivela l’imprenditore – informandomi che, dopo aver letto l’articolo del Tirreno, voleva per forza regalarmi una cassa con lo stesso vino che avevano rubato i ladri l’ultima volta. L’ho ringraziato dicendogli che lo avrei comunque pagato, ma nulla: non ne voleva sapere. Mi ha lasciato il numero, è stato molto gentile. Ringrazio tutti per la grande manifestazione di affetto. Davvero non me l’aspettavo».
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