Sicurezza
Incontro "hot" in carcere: lo fermano gli agenti
Pisa: un detenuto e la compagna, alla presenza del figlio minore, si scambiavano spinte effusioni nella Sala delle nuvole del Don Bosco
PISA. Doveva essere un incontro fra tre persone che insieme non si vedono quasi mai. Perché divise, ogni giorno, dalle mura del carcere Don Bosco: un detenuto, la sua compagna e il loro bambino. Ma quel colloquio – come ricostruiscono gli agenti della polizia penitenziaria di Pisa – si è trasformato in un film a luci rosse. Che ha visto, subito prima di intervenire, un poliziotto in servizio attraverso la telecamera di sorveglianza della Sala delle nuvole, al piano terra della struttura, un locale abbellito e attrezzato con i giochi per i bimbi, per consentire alle famiglie di riunirsi e cercare di proseguire la vita familiare. È successo lunedì 19 febbraio. «Le stanze dell’amore – spiega Claudio Caruso, vicesegretario regionale Osapp Toscana – non ci sono ancora, nonostante il dibattito a livello politico sul tema sia intenso. A Pisa siamo avanti: si riesce a fare a meno degli agenti nella sala dei colloqui e si rispetta una norma che ancora non è legge».
E martedì – dopo nemmeno 24 ore – gli agenti hanno salvato un magrebino che voleva impiccarsi. Il detenuto – che già in passato «aveva messo in pratica atti di autolesionismo», spiegano gli agenti – inizialmente non voleva rientrare in cella. Prima ha spintonato un agente, poi una volta spostato di reparto ha tentato di togliersi la vita. È un chiaro segnale – afferma Alessio Vetri, segretario Osapp Pisa – che il nostro reparto di polizia penitenziaria, nonostante l’assenza di un direttore fisso e i turni estenuanti, riesca con professionalità a mandare avanti una struttura che, sotto gli occhi di tutti, è in continuo declino».
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