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Pisa

Pesta la moglie col pollo decapitato

Pesta la moglie col pollo decapitato

La donna racconta in tribunale le angherie subìte: «Costretta a scappare di casa»

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PISA. «Una volta perso il lavoro non era più lo stesso. Mi picchiava e diceva che ero una pu***na. E un giorno, solo perché volevo mangiare altro, mi ha tirato addosso un pollo sanguinante. Gli aveva appena tagliato la testa».

Alessandra – è un nome di fantasia – sta ripercorrendo davanti al pm onorario Massimiliano Costabile e alla giudice Anna Fabbricatore le violenze subìte. Testimoniando sulle presunte angherie compiute dall’ex marito fra il 2007 e il 2012, quando la coppia conviveva in un comune della provincia di Pisa. La donna è nata in Perù 52 anni fa e con l’ex coniuge – un italiano di 46 anni – nel 2008 ha avuto un bimbo. Ma dopo la nascita il rapporto si è incrinato, fino al giugno del 2012 quando è scappata col piccolo trovando rifugio dalla sorella, in Liguria. «Un giorno gli ho chiesto i soldi per fare l’aerosol – ricorda – e lui mi ha tirato uno schiaffo facendomi cadere vicino al termosifone».

L’uomo è imputato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Due i referti medici presentati dalla donna ai carabinieri, anche se solo dopo il secondo – nel giugno 2012 – ha deciso di querelare il marito, dal quale subito dopo si è separata. «Quando l’ho vista – ha spiegato al giudice uno dei carabinieri che all’epoca dei fatti la ricevette in caserma – aveva lesioni evidenti. L’abbiamo invitata ad andare in ambulatorio e il medico le fece un referto di cinque giorni. Poi ha denunciato il marito e noi abbiamo approntato un piano di protezione».

Già in un’altra occasione la 52enne aveva fatto visita ai militari. Nel luglio del 2011. «Aveva un ematoma al labbro superiore», ricorda il carabiniere. Anche in quel caso fu visitata da un medico. Ma non ha sporto querela. «Ho parlato col marito invitandolo a comportarsi correttamente», ha ricordato il militare in tribunale. «A volte non mi lasciava dormire – ha sottolineato la donna – e spesso buttava tutto per terra». (s.t.)

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