Il Tirreno

Pisa

Kit di “allenamento” domestico per scassinare le serrature

La polizia trova il materiale tra grimaldelli e lime a casa di tre georgiani arrestati per tentato furto Il gruppo bloccato all’ultimo piano di un palazzo in via Valgimigli: aveva appena forzato una porta

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PISA. La “palestra” per allenarsi in casa. L’attività vera fuori. Non facevano ginnastica per tenersi in forma i tre georgiani arrestati dalla polizia. Era un impegno diverso che prevedeva comunque abilità e concentrazione. Quello di esercitarsi con pazienza e manualità per migliorare le performance nel far saltare le serrature ed entrare negli appartamenti.

Ne sono convinti in questura dopo aver sequestrato nell’abitazione dove vivevano i tre connazionali dell’Est in via Pardi a Cisanello. Lime, piccoli grimaldelli, ma soprattutto il pezzo forte: una serratura marca Mottura piazzata sul tavolo e utilizzata, secondo l’accusa, per fare pratica di scassinatura.

Accusati di tentato furto aggravato in concorso, ricettazione e possesso di chiavi alterate i tre ieri mattina sono comparsi in Tribunale per la convalida degli arresti. Il giudice Antonella Frizilio (pm onorario Massimiliano Costabile) ha convalidato l’intervento dei poliziotti delle volanti e ha disposto per Platoni Babii, 32 anni, l’obbligo di dimora, mentre per Giga Makalotia, 40 anni e Tanaz Gogva, stessa età, gli arresti domiciliari nella stessa casa dove gli agenti hanno trovato e sequestrato i “ferri del mestiere”. Il processo per i tre, difesi dall’avvocato Sara Baldini, è stato aggiornato ad aprile per il dibattimento.

L’operazione è stata illustrata ieri mattina dal capo delle volanti, Fabrizio Valerio Nocita. Controllo del territorio e collaborazione dei cittadini sono stati il mix perfetto per arrivare sul posto al momento giusto.

Martedì, intorno alle 10, in via Valgimigli i poliziotti hanno visto tre tipi sospetti aggirarsi fuori da un palazzo. Si sono appostati per non farsi vedere e hanno assistito a una scena illuminante. Uno è entrato e gli altri due sono rimasti fuori salvo poi essere chiamati nell’edificio dal compare. Quasi in contemporanea dalla sala operativa è arrivata una telefonata. Una donna, residente nel condominio, lamentava strani rumori provenienti dal quinto piano del palazzo monitorato dagli agenti delle volanti. Una conferma in diretta di quello che poteva accadere in quei minuti all’ultimo piano del palazzo. Sono stati chiamati i rinforzi e all’arrivo di altre macchine è scattato il blitz. I poliziotti sono saliti fino al quinto piano trovando i tre con gli arnesi in mano e una serratura quasi scassinata. Lo spioncino dell’altra porta nel pianerottolo era stato oscurato.

«All’inizio hanno cercato di fare i vaghi, ma erano troppo compromessi per fare finta di nulla» spiega il commissario capo Nocita. Sono stati bloccati e portati in questura. La perquisizione successiva nella loro casa ha chiarito preparazione e obiettivi dei tre. «Tra i numerosi strumenti di effrazione trovati indosso ai malviventi vi era anche il mazzo di chiavi di un’abitazione privata – aggiunge Nocita – Intuito che potesse essere la base della banda, sono state approfondite le ricerche, a seguito delle quali, abbiamo individuato il covo via Pardi». E qui gli agenti si sono imbattuti in lime e chiavi di ogni genere. Oltre a un intero blocco di serratura marca Mottura, chiusura molto comune nelle abitazioni pisane, comprato di recente in una ferramenta.

Sono stati sequestrati buoni pasto al portatore per circa 200 euro e quasi 2000 euro in contanti.

Pietro Barghigiani

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