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Pisa

Emergenza piccioni I cacciatori: «Pronti ad abbatterli subito»

di Stefano Taglione
Emergenza piccioni I cacciatori: «Pronti ad abbatterli subito»

Dopo le proteste della cooperativa agricoltori Val di Serchio la risposta degli Atc: «Non è vero che preferiamo i cinghiali»

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VECCHIANO. «Non è vero che preferiamo i cinghiali agli uccelli. Anzi: dall’anno scorso – d’accordo con la Regione – ci siamo impegnati a intervenire per sparare ai piccioni su tutti quei campi coltivati messi a rischio dalle loro scorribande, come del resto prevede l’articolo 37 delle legge regionale sulla caccia, che in Toscana regola il controllo della fauna selvatica. Ma finora dalla Val di Serchio non è arrivata alcuna richiesta».

A dirlo è Paolo Onesti, il presidente della sezione lucchese dell’Ambito territoriale di caccia, sotto il quale ricade Massarosa, uno dei comuni che raggruppa i soci della Cooperativa produttori agricoli Val di Serchio. Erano stati proprio i coltivatori – durante un incontro svoltosi lunedì scorso con Il Tirreno – a chiedere alle doppiette di intervenire al più presto per abbattere i piccioni, che in previsione della semina di soia e girasole rischiano di compromettere la stagione di raccolta, impoverendo gli incassi della cooperativa di Migliarino Pisano.

Per ridurre il numero di uccelli, infatti, alcuni agricoltori già a novembre avevano chiesto l’intervento dei cacciatori e delle guardie volontarie (che devono accompagnarli) seguendo l’iter previsto: domanda alla Regione, che ha poi girato il fascicolo all’Ufficio territoriale, il quale a sua volta ha interessato la polizia provinciale, che pur con una convenzione scaduta – come ha ricostruito Alberto Panicucci, referente dell’attività faunistico-venatoria per la provincia di Pisa – avrebbe dato l’ok finale. Ma a questo punto qualcosa si è inceppato. «Deve essere successo qualcosa – si chiede il direttore della cooperativa, Paolo Panchetti – perché non c’è ancora operatività».

Secondo alcuni coltivatori i problemi nascevano dal fatto che i piccioni venissero considerati meno “redditizi” degli ungulati. Tanto da essere ignorati (o quasi) dagli appassionati di caccia. «Noi non siamo responsabili delle guardie volontarie, dato che fanno riferimento alle associazioni comunque al nostro interno – spiega Marco Ciampini, il presidente dell’Ambito territoriale di caccia di Pisa ovest – ma non è vero che gli uccelli vengono considerati meno degli ungulati: io, per esempio, da cacciatore ne sono stato sempre molto interessato. Come Atc rinnoviamo la massima disponibilità a collaborare con gli agricoltori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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