Sicurezza
Rubano gioielli per migliaia di euro fingendosi clienti
Pisa: furto con destrezza nella bottega orafa di Piero Romagnoli. Il titolare: «Erano in tre, mi hanno distratto con richieste continue»
PISA. Sono entrati fingendosi interessati all’acquisto di uno dei tanti piccoli capolavori orafi creati a mano. Sono usciti dalla storica bottega “Creazioni orafe” con un quantitativo di gioielli che sfiora i 15.000 euro. Un pieno di orecchini, collane e pietre preziose sottratte dal piccolo scrigno di via l’Arancio a fronte di una spesa di circa 150 euro.
Un combinato di fortuna e destrezza che tre malviventi hanno concretizzato mettendo a segno in piena mattina un furto, sul quale stanno indagando i carabinieri, che ha costretto Piero Romagnoli a barricarsi nella sua bottega aperta oltre cinquant’anni fa con il fratello Romano. Uno scrigno di storia dell’artigianato, in cui i gioielli e le creazioni orafe si mescolano a vecchi strumenti e arnesi e alle massime di poeti e scrittori italiani, violato per l’ennesima volta dai ladri. È successo martedì 13 febbraio.
«Intorno alle 10 è entrata una ragazza con accento dell’Est Europa interessata a comprare alcuni oggetti in argento», racconta Romagnoli, 80 anni alimentati dalla passione e dalla creatività che continua a mettere a servizio dei clienti. «Era però molto indecisa nel scegliere tra gli oggetti esposti - continua -. Per questo ho deciso di prenderne altri, contenuti in alcuni espositori che ho appoggiato su un banco». Nel frattempo altri due signori italiani, all’apparenza quarantenni, hanno varcato la soglia del piccolo laboratorio nei pressi di piazza Dante. Hanno chiesto consigli per l’acquisto di una collana, volgendo spesso lo sguardo al monitor della videosorveglianza interna. Quando hanno capito che alcune telecamere erano fuori uso (messe temporaneamente ko da un calo di tensione dell’energia elettrica) hanno messo in pratica uno stratagemma ben studiato e chissà, probabilmente già sperimentato a danno di qualche altro commerciante.
«Sembravano perfetti sconosciuti - prosegue l’artigiano - e invece…». A turno, la ragazza e i due uomini hanno distratto a più riprese Romagnoli chiedendo informazioni e suggerimenti per gli acquisti. Dopo alcuni minuti i due italiani hanno deciso di comprare una collana da 140 euro e, mentre la ragazza continuava nella difficile scelta tra decine di oggetti messi a disposizione dall’orafo, hanno promesso di ritornare per comprare altri monili. Acquisto che non avrebbero potuto effettuare in quel momento a causa della mancanza di contanti.
«Andiamo in banca, preleviamo la cifra che ci occorre e torniamo», avrebbe esclamato uno dei due uomini mentre l’altro, probabilmente coperto dalla ragazza, ha arraffato orecchini (prevalentemente in oro) e altri oggetti preziosi. I due sono usciti dalla piccola bottega con uno scontrino da 140 euro e un bottino di circa 14.000 euro di pezzi unici, frutto di una lunga creazione artigianale. Solo dopo che la ragazza ha lasciato il laboratorio comprando un oggetto in rame da 10 euro, Romagnoli si è reso conto del furto, denunciato poi ai carabinieri.
«Sembra andarci tutto contro - si sfoga il commerciante -, ma nonostante l’età, la crisi del settore, i continui furti di oro che spingono i clienti a non comprarne più e i colpi che abbiamo subìto nel nostro laboratorio cerchiamo di non far morire questa attività». Già quattro anni fa, la bottega fu oggetto di un colpo da alcune migliaia di euro, messo a segno da una signora che riuscì a celare il suo istinto predatorio dietro un’impeccabile eleganza. «Adesso apro solo ai clienti fidati», dice l’artigiano “protetto” da una porta antirapina che si apre solo dall’interno e da un’inferriata installata all’ingresso del laboratorio, dove sembra suonare come una beffa - o come un richiamo - la massima di Leonardo da Vinci che Romagnoli conserva sul suo tavolo da lavoro: “Chi non punisce il male, comanda che si facci”.
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