Il Tirreno

Pisa

I lastroni sono “storici”? Se cadi niente risarcimento

di Antonio Scuglia
I lastroni sono “storici”? Se cadi niente risarcimento

Lo ha ribadito con una propria sentenza il giudice di pace. A pagare le spese legali della causa sarà la signora scivolata in un vicolo del centro

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PISA. I vicoli del centro di Pisa risalgono al Medio Evo e quando si cammina per strada bisogna fare attenzione, altrimenti si rischia non soltanto di farsi male ma anche di rimetterci dei soldi.

Lo ha scoperto a sue spese una signora pisana che aveva fatto causa al Comune, chiedendo il risarcimento dei danni dopo essere caduta in un in una mattina di primavera in vicolo San Pierino, ferendosi al viso e a un ginocchio e ricevendo anche un danno agli occhiali e al cellulare.

Ma il giudice di pace Bruno Neri, con la sentenza 100/18, ha dato ragione al Comune, difeso dall’avvocato Nunzia Guida, che sosteneva di non avere alcuna colpa.

Rileva il giudice che manca la prova del «nesso di causalità fra condizioni della strada e caduta». Dalle fotografie negli atti, si legge in sentenza, si deduce chiaramente che l’intero veicolo è pavimentato da lastroni di pietra molto datati come molte vie del centro storico di Pisa. È diverso il caso in cui una strada originariamente asfaltata presenti dislivelli o alterazioni significative, vere insidie e trabocchetti poco prevedibili per un normale pedone che fa affidamento sulle caratteristiche dell’asfalto; ma nel caso di vicoli con lastroni non livellati risalenti nel tempo è notoria sia la necessità di considerare dove si mettono i piedi a causa di normali sconnessioni o buche, ma anche la prevedibilità di una possibile normale instabilità delle lastre come del resto nei centri storici medievali di molte città italiane come Firenze, Lucca e Roma.

«A ciò si aggiunga - continua la sentenza - che il sinistro è avvenuto in piena mattina nelle ore di luce con ampia visibilità».

Il giudice Neri ricorda l’orientamento della Cassazione secondo cui «la concreta possibilità per l’utente di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo occulto esclude la configurabilità dell’insidia e quindi la responsabilità dell’ente proprietario».

«Per completezza - scrive il giudice - va ritenuto che secondo una prognosi di normalità il movimento di un lastrone a meno che non sia reso scivoloso il che non è stato argomentato provato non appare da solo in grado di far cadere una persona adulta di normali capacità fisiche a meno che essa non stia correndo o non si trova in condizioni che non assicurino un pieno e perfetto equilibrio del incedere».

Per questi motivi il magistrato ha respinto la domanda della donna e oltre a questo l’ha condannata a rifondere al Comune le spese di competenze di causa che ammontano ad oltre 1.500 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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