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Pisa

«Violenza di genere, il contrasto parte dal mondo della scuola»

«Violenza di genere, il contrasto parte dal mondo della scuola»

La ministra Valeria Fedeli alla Casa della Donna: ho sentito parole che sono entrate nella mia campagna elettorale

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PISA. «È facile pensare che una campagna elettorale, dal punto di vista di chi si candida, consista nell’accumulare discorsi, comunicati stampa, interviste. C’è anche questo, certo, ma per me la campagna elettorale è soprattutto una preziosa occasione di ascolto. Il valore principale di serate come quella a cui ho partecipato qualche giorno fa alla Casa della Donna di Pisa sta proprio in questo: ascoltare dal vivo donne che lavorano ogni giorno per migliorare, e spesso trasformare, la loro vita e quella delle altre. Le loro parole e le loro domande sono entrate a pieno titolo nel mio impegno politico della campagna elettorale e, spero, della prossima legislatura». A parlare è Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione, Università e ricerca, oltre che candidata al Senato per il centrosinistra nel collegio uninominale che interessa il territorio provinciale pisano.

«Quelle parole e quelle domande - prosegue Valeria Fedeli - le avevo ancora in mente, due giorni fa, quando ho letto il report “Le molestie ed i ricatti sessuali sul lavoro nel 2015-2016” pubblicato dall’Istat. Cito un dato per tutti, di una chiarezza allarmante: si stima che le donne tra i 14 ed i 65 anni che nel corso della vita hanno subìto qualche forma di molestia sessuale siano 8 milioni e 816mila (43,6%) e che siano 3 milioni e 118mila quelle che le hanno subite nel corso degli ultimi tre anni».

È un dato «che risuona tristemente con ciò che tante donne hanno raccontato nei mesi scorsi in tutto il mondo, dando luogo al movimento #metoo e ad una mobilitazione tuttora in corso - prosegue il suo intervento la ministra -. Il manifesto Dissenso comune, sottoscritto da oltre cento donne di cinema, indica a mio avviso la direzione giusta, non a caso usando quasi le stesse parole della Convenzione di Istanbul: le molestie sessuali, così come la violenza di genere nel suo complesso, sono un fenomeno di sistema, strutturale. Ciò significa che le loro radici affondano nella cultura, nelle immagini e nelle storie condivise dalla società sul maschile e sul femminile. È qui che si annidano gli stereotipi ed i pregiudizi che alimentano la violenza e tutte le forme di discriminazione di genere. Ed è qui che l’educazione può svolgere un ruolo cruciale».

«È per questa ragione che, come ministra, mi sono impegnata per dare attuazione all’articolo 1, comma 16, della legge 107 del 2015, con le Linee guida nazionali “Educare al rispetto: per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione”. Il contrasto più efficace alle molestie sessuali e ad ogni forma di violenza di genere - conclude Valeria Fedeli, esponente del Partito democratico - sta nella prevenzione, ovvero in un cambiamento culturale che sarà tanto più profondo e duraturo se nascerà dalla scuola e nella scuola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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