Il Tirreno

Pisa

Referendum sulla moschea «I garanti riprendano l’iter»

Referendum sulla moschea «I garanti riprendano l’iter»

Sentenza del Tribunale sul ricorso presentato dal comitato: dieci giorni  per il parere, poi la raccolta delle firme. FdI al Comune: no agli sgambetti

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Riparte la discussione, e forse l’iter, per il referendum sulla moschea a Porta a Lucca. Il Tribunale di Pisa ha accolto il ricorso del comitato “Il popolo decide”, presentato dopo che nello scorso dicembre Comune e garanti avevano bloccato tutto per l’avvicinarsi delle elezioni politiche ed amministrative. Il Tribunale ha disposto invece che i garanti debbano procedere comunque nel valutare l’ammissibilità del quesito. Respinta al contrario la richiesta del comitato di procedere immediatamente con la raccolta delle firme, senza quindi attendere un giudizio di merito dai garanti, sostenendo che il vecchio quesito su cui vennero raccolte le firme era già stato giudicato ammissibile. «Un aspetto fondamentale», sottolinea il Comune in una nota, dove si evidenzia anche che «il Tribunale ha affermato che, laddove norme e regolamenti dicono che non possa esserci concomitanza con elezioni politiche o amministrative, si deve intendere per concomitanza “gli stessi giorni deputati alle consultazioni”». A partire da questo ha ordinato ai garanti di esprimersi nel merito dell’ammissibilità del quesito entro dieci giorni dalla notifica (avvenuta mercoledì 14). «Giudizio che, così come affermato dall’ordinanza del Tribunale, riparte da zero non essendoci alcun automatismo rispetto al giudizio di ammissibilità espresso per il quesito presentato nel 2016», è la posizione di Palazzo Gambacorti.

«Giustizia è fatta, il Comune proceda in tal senso e si rassegni a far esprimere i cittadini su una questione così delicata: la libertà di culto per alcuni non può minare la sicurezza di tutti», esulta Giovanni Donzelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia (e candidato alla Camera) commentando la sentenza. E prosegue: il pronunciamento «dimostra, come avevamo denunciato da subito sostenendo la battaglia del comitato “Il popolo decide”, che il muro alzato dal sindaco Filippeschi era solo una forzatura ideologica, ennesimo episodio di uso strumentale delle istituzioni da parte degli esponenti sinistra, a cui piace tappare la bocca con metodi antidemocratici a tutti coloro che osano manifestare opinioni diverse dalle loro».

Question time ieri in consiglio comunale presentato da Filippo Bedini (Fratelli d’Italia). «La scorsa settimana il clamoroso dietrofront del sindaco sul patentino antifascista. Ora il pronunciamento del Tribunale di Pisa a favore delle istanze del comitato “Il popolo decide” e contro il Comune», dice il consigliere, in prima fila per impedire la costruzione della moschea a Porta a Lucca. «Il giudice - riprende - ha detto basta ai continui sgambetti sull’iter per il referendum: dieci giorni per entrare nel merito e via. Una formalità, dato che il quesito è lo stesso della volta scorsa, quando era stato prima “limato” e poi accolto dagli stessi garanti». A Bedini ha risposto l’assessore Andrea Serfogli dicendo, in sostanza, di prendere atto della sentenza del Tribunale e di «attendere l’esito del pronunciamento dei garanti».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web