Italia
No alle discriminazioni nei luoghi di lavoro
PISA. Il rispetto delle identità, la lotta alle discriminazioni e l’individuazione di buone pratiche nel luogo di lavoro sono tematiche che interessano gli enti, all’interno e all’esterno. Per questo...
PISA. Il rispetto delle identità, la lotta alle discriminazioni e l’individuazione di buone pratiche nel luogo di lavoro sono tematiche che interessano gli enti, all’interno e all’esterno. Per questo a Pisa è nato il coordinamento dei Cug (Comitati Unici di Garanzia cittadini), che dalla primavera 2016 ha promosso diversi incontri contro la violenza di genere, sulle pari dignità, in linea con l’articolo 3 della Costituzione che ieri è stato oggetto del confronto che si è tenuto nella sala del consiglio della Provincia.
Il coordinamento è composto dai presidenti dei Cug cittadini e riunisce le persone che operano nelle istituzioni per la promozione dell’eguaglianza, il contrasto alle discriminazioni e la realizzazione del benessere organizzativo e lavorativo.
I componenti dei Cug delle tre università pisane, di Comune, Provincia ed Azienda ospedaliero-universitaria pisana si sono confrontate ieri mattina sulle azioni in programma nei rispettivi enti. «I Cug hanno raccolto l’eredità dei comitati per le pari opportunità e la lotta contro il mobbing. Visto che nel discorso pubblico sta riaffiorando il tema del razzismo, riteniamo sia importante svolgere oggi un’operazione di disseminazione culturale e formare una rete delle buone pratiche anche su questa questione», dice Daniele Menozzi, docente della Scuola Normale.
«Un coordinamento territoriale così esiste solo a Trento e Pisa - dice Patrizia Tomio, dell’Università di Trento, che presiede la Conferenza nazionale degli organismi di parità delle università italiane -. La sfida dei Cug è garantire un benessere organizzativo e lavorativo nell’ente. L’adozione del bilancio di genere è un nostro obiettivo: tutte le politiche dell’ente devono tenere conto degli effetti che si producono in ottica di genere».
«Nei nostri piani prevediamo azioni concrete - spiega Elettra Stradella dell’Università di Pisa -. Si è concluso da poco il progetto Trigger, che ci ha consegnato una banca dati sulla presenza femminile nei Dipartimenti e la svilupperemo per monitorare l’andamento delle carriere e delle posizioni delle donne nell’Ateneo». Tra le iniziative in programma, il finanziamento di borse di studio per la partecipazione di studentesse a scuole estive in ambito scientifico-tecnologico. (s.b.)
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