Italia
Cene a scrocco, coppia a processo
Accusati di sparire al momento di pagare conti da centinaia di euro
PISA. Cene da centinaia di euro consumate in ristoranti di pregio tra Marina di Pisa e Migliarino. Niente da dire sul menu. Solo che al momento di saldare il conto erano abili nella dissolvenze in tempo reale.
È l’accusa di insolvenza fraudolenta in concorso che per un filone di indagine ha portato davanti al giudice Luca Salutini gli imputati Mario Tosi, 40 anni, di Pontedera e Nisrine Enhail, 27 anni, marocchina residente a Santa Croce sull’Arno, difesi dagli avvocati Rita Perriello e Agata Sansò. Ieri mattina (pm onorario Evelina Lalli) è stato sentito il luogotenente Aniello Avigliano della stazione di Marina di Pisa.
Il sottufficiale ha ricordato della querela presentata da un ristoratore del posto che nella denuncia riferì di una cena non pagata nel suo locale. Ma gli episodi agli atti sono diversi. Secondo l’accusa la tecnica era più o meno la solita. Quanto erano in gruppo solo uno si presentava alla cassa per pagare, mentre gli altri erano già fuori. Estraeva una carta di credito non abilitata. Quando il pos respingeva la tessera magnetica il cliente pronto a raggirare l’oste diceva di dover andare in auto a prendere un’altra carta di credito. Appena uscito dalla porta era ufficiale la cena a sbafo. In un’occasione, davanti a un ristoratore più diffidente, prima di uscire la marocchina lasciò la sua carta di identità a garanzia del pagamento. Che non ci fu. Ma dal documento i carabinieri risalirono ai protagonisti delle cene a scrocco.(p.b.)
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