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Rubano un van e un trattore dal maneggio dei cavalli

Rubano un van e un trattore dal maneggio dei cavalli

Pontasserchio: raid nel centro di allenamento "La Torre di Tabbiano". Sparita anche una motosega. Il responsabile: "Sono esasperato"

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SAN GIULIANO TERME. Hanno rotto il lucchetto del cancello principale, lungo la strada sterrata di via di Tabbiano. E non si sono fatti scrupoli nel fuggire con un van usato per trasportare i cavalli, dentro al quale avevano caricato un trattore e una motosega. Raid da 35mila euro quello messo a segno ieri notte dai ladri nel maneggio e centro di allenamento “La Torre di Tabbiano”, a Pontasserchio.

A raccontare l’episodio è il proprietario Stefano Simonelli, che ieri – dopo il sopralluogo degli agenti della polizia di Stato – ha denunciato tutto ai carabinieri della stazione di San Giuliano Terme. «I danni sono ingenti – racconta – e sono esasperato. Occorrono al più presto regole inflessibili per fermare questi delinquenti. Mi sento impotente: i militari hanno spiegato che sarà molto difficile ritrovare il van, dato che chi lo ha rubato potrà riuscire facilmente a portarlo all’estero. L’unica speranza è che i trasgressori lo abbandonino da qualche parte. A questo punto è ciò che mi auguro».

Dal maneggio, per fortuna, i ladri non hanno portato via nessun animale. Né hanno fatto loro del male. All’interno del centro di allenamento erano state piazzate alcune telecamere di videosorveglianza, con le registrazioni salvate in diretta sugli hard disk, ma purtroppo i malviventi sono riusciti a metterle fuori uso. A disposizione degli inquirenti sono rimaste solo le tracce audio. Si sentono tutti i rumori, anche quando il van viene messo in moto. E si sa anche l’ora dell’irruzione: le due di notte. «Ci sentiamo ostaggio dei criminali – è lo sfogo del responsabile dell’associazione sportiva – anche perché, con la tecnologia che al giorno d’oggi abbiamo a disposizione, si potrebbero inviare messaggi automatici ogniqualvolta mezzi come il mio vengono rubati dai malintenzionati. Con la targa e il gps potremmo subito risalire alla posizione, insomma si potrebbero fare tante cose – prosegue il titolare del maneggio – invece no, non ci riusciamo. Anche la polizia, che è venuta a fare il sopralluogo dopo che abbiamo chiamato il 113, parte battuta. Quando sono andato a sporgere denuncia, invece, negli occhi dei carabinieri ho letto la stessa esasperazione che c’è nei miei. Anche loro sono affranti da questa situazione, forse perché sanno che i mezzi a disposizione per contrastare i criminali non sono così efficaci».

Un «senso di isolamento pericoloso», sintetizza Simonelli. Ieri mattina, nel centro di allenamento, i soliti appassionati di sempre. Ma ora, i proprietari, dovranno fare ancora più attenzione. «Perché una notte come questa – conclude il proprietario – può ripetersi domani e pure dopodomani». (s.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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