Il Tirreno

Pisa

Muore a 39 anni: «Ciao amico, ricorderemo il tuo sorriso»

di Andreas Quirici
Muore a 39 anni: «Ciao amico, ricorderemo il tuo sorriso»

Gli amici sconvolti per la morte di Alessandro Colombini per un incidente sul lavoro: padre di un bimbo di otto anni diventato da poco calciatore

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PISA. Una telefonata notturna, un ricorrersi di voci. E alla fine, la certezza. Alessandro Colombini è morto cadendo da un’impalcatura mentre stava lavorando in un cantiere navale a Pisa.

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Il lavoro che il padre Dino aveva tramandato a lui e al fratello minore Francesco. Una “dinastia” di saldatori di San Lorenzo a Pagnatico, una delle tante frazioni di Cascina, dove tutti si conoscono. I genitori abitano a venti metri dalla casa che lo sfortunato figlio divideva con la moglie Donatella Alboretti, originaria di Livorno, e il figlio di otto anni. «Era contentissimo – racconta in lacrime Federico Ciucci, uno dei suoi amici più stretti – Il suo bambino ha da poco cominciato a giocare a calcio. C’eravamo visti un mese fa. Mi aveva raccontato di essere più tranquillo, da un po’ di tempo a questa parte, visto che faceva orari di officina e poteva stare di più con la famiglia». Avrebbe compiuto 40 anni il prossimo primo maggio. Un traguardo ambito, sinonimo di maturità. Ma che una tragica fatalità gli ha impedito di tagliare.

Lavoro, casa e calcio. Queste le tre grandi passioni di Alessandro, morto per una fatalità. Da una prima ricostruzione, infatti, sembra che l’impalcatura su cui stava lavorando di notte al cantiere Seven Stars ai Navicelli, servisse anche per verniciare lo yacht a cui si stava dedicando Colombini. Una tavola non era stata montata, ma il buco sarebbe stato coperto da uno dei teli di nylon, trasformandosi in voragine per il saldatore.

Una concatenazione di eventi che hanno strappato il padre a un bambino che frequenta la terza elementare e che ieri ha ricevuto tantissime attenzioni dalla mamma e dai nonni. È servito anche uno psicologo per mitigare lo choc di una perdita che sarà impossibile colmare. Non solo per la moglie che, di fatto, si occupava del figlio e della casa. O per la mamma Diva.

Ma anche per tutta la comunità di San Lorenzo a Pagnatico dove i Colombini sono “nati e cresciuti”. Alessandro era tifoso interista e aveva giocato nella squadra amatori del paese, lo Slap ’74, che partecipa al campionato Uisp di Pisa. Dopo alcuni anni di attività aveva ripreso lo scorso settembre, ma un infortunio lo aveva fatto smettere di nuovo. «Voleva ricominciare a breve», dice ancora Ciucci.

Il padre lavorava ai cantieri navali di Livorno e Alessandro aveva fatto la stessa cosa fino a pochi anni fa, quando era entrato a far parte della Mp Metal di Cascina, da cui, però, non vengono fatte dichiarazioni sulla morte del loro dipendente.

D’altra parte, davanti a un dolore così grande non c’è molto da dire. Ci hanno provato quelli di “80° minuto - la rubrica” che hanno scritto: «Grave lutto avvenuto questa notte. Ci lascia Alessandro Colombini, ex calciatore dello Slap '74. Ci uniamo al dolore della famiglia e degli ex compagni di squadra. Non ci sono parole per descrivere questi momenti. Ciao ricciolo».

Ma anche la sua società lo ha voluto ricordare con un post su Facebook: «Per San Lorenzo è un'altra giornata triste. Uno di noi, un ragazzo di San Lorenzo e del San Lorenzo è tragicamente venuto a mancare. Siamo tutti maledettamente sconvolti per questa tragedia e non possiamo non pensare alla famiglia e unirci al dolore di un paese intero. Non riusciamo veramente a crederci. Rip Alessandro, ci mancherai tantissimo ma ti ricorderemo con il tuo sorriso di sempre! Buon viaggio amico».


 

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