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Pisa

finanziere a processo per violenza sessuale 

Le parole del prete: «Lui saluta così, in modo espansivo»

Le parole del prete: «Lui saluta così, in modo espansivo»

PISA. «Ho saputo tutto un venerdì sera fra il marzo e l’aprile del 2017. La ragazza mi aveva raccontato di una mattinata difficile, quando fece la denuncia. Non ha spiegato di più, ha detto che l’uomo...

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PISA. «Ho saputo tutto un venerdì sera fra il marzo e l’aprile del 2017. La ragazza mi aveva raccontato di una mattinata difficile, quando fece la denuncia. Non ha spiegato di più, ha detto che l’uomo aveva allungato le mani. Io mi sono subito preoccupato di come stesse. Nei mesi successivi abbiamo parlato altre due volte, ma in modo generico. Lei era molto chiusa e io volevo rispettare il suo silenzio».

A parlare è il parroco di una chiesa della provincia di Pisa, che non rendiamo nota per tutelare la minorenne coinvolta nella vicenda. Il prete è stato il primo dei testimoni sentiti ieri dal collegio del Tribunale (presidente Beatrice Dani, a latere Elsa Iadaresta e Grazia Maria Grieco) nel processo in cui un finanziere di 46 anni è imputato per violenza sessuale (nella fattispecie più lieve) verso un’alunna di un istituto pisano, all’epoca dei fatti sedicenne. Secondo l’accusa l’uomo l’avrebbe palpeggiata. Siamo nel 2016. Il contesto è parrocchiale: le lezioni di catechismo, frequentate sia dalla ragazza che dalla figlia del militare.

Ieri nell’aula 2 del palazzo di giustizia c’era anche il finanziere, difeso dagli avvocati Carlo Di Bugno e Francesco Guastapaglia, che al pubblico ministero Flavia Alemi aveva parlato nel corso della precedente udienza. «Non ho mai palpeggiato nessuno – così si era difeso – e la ragazza la salutavo con baci e abbracci, visto che da quando mi sono trasferito la vedevo spesso, soprattutto nei giardinetti pubblici, ma anche a casa visto che veniva a trovare mia figlia».

Saluti espansivi. Così lui saluterebbe le persone. Come conferma il sacerdote. «Sì, saluta così – ha rivelato – baciando le persone». Il prete, rispondendo alle domande, ha inoltre precisato che la ragazza non gli avrebbe mai chiesto di cambiare gli orari dei seminari, in modo tale da non incrociare più (neanche inavvertitamente) il finanziere.

Nel corso dell’udienza ha parlato anche la madre dell’imputato, che ha ricordato come nel 2011 la ragazza andasse spesso a casa della famiglia per giocare con la nipote (figlia del militare delle Fiamme gialle), sebbene molto più piccola di lei. Visite frequenti, a volte anche quando la bambina dormiva. «A me questo non piaceva molto. Era meglio che giocasse con i ragazzi della sua età», ha concluso la donna, che ha comunque precisato come in quel momento la ragazzina venisse «considerata una di famiglia».

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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