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La Provincia chiude il bar dell’Itis Da Vinci

di Carlo Venturini
La Provincia chiude il bar dell’Itis Da Vinci

PISA. Chiuso il bar dell’Itis Leonardo da Vinci. Tre famiglie rischiano il posto e oltre 700 studenti rimangono senza l’agognato servizio di ristorazione. La querelle vede fronteggiarsi la Provincia...

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PISA. Chiuso il bar dell’Itis Leonardo da Vinci. Tre famiglie rischiano il posto e oltre 700 studenti rimangono senza l’agognato servizio di ristorazione. La querelle vede fronteggiarsi la Provincia da una parte e Christian Balloni, legale rappresentante del bar degli istituti Itis Leonardo da Vinci– Fascetti, dall’altra. Già un mese fa, la polizia municipale si è presentata nel bar per esigere le chiavi dell’attività di Balloni. Il contratto di gestione del bar dovrebbe essere scaduto. «Non è minimamente vero ed è già la seconda volta che devo prendere un avvocato per far valere i miei diritti» dice Balloni. Il bar somministra colazioni, pranzi e merende ad oltre 700 studenti delle due scuole, studenti che dovranno portarsi la gavetta da casa. «Secondo la Provincia – ha spiegato Balloni – il mio contratto sarebbe scaduto. Ma si sbagliano. Così come si sono sbagliati sei anni fa». La storia delle “merendina contesa” ha dunque un precedente. «Non è possibile che la Provincia ogni sei anni mi minacci di chiudere e sempre per un errore suo e cioè che scaduti i termini del contratto questo viene rinnovato automaticamente» prosegue il gestore del bar. Il docente dell’Itis, Maurizio Nerini protesta vivacemente contro la Provincia e dice: «Senza entrane nel merito nei problemi che ci sono tra al Provincia proprietaria della struttura e il gestore attuale, non è possibile che si interrompa il servizio per più di mille utenti con una decisione che non viene dalla giustizia, ma solo da un atto amministrativo che ha dei contorni chiari di illegittimità e che sfiora il ridicolo».

«Questo ente non si fa mai sentire negli anni. Poi una volta scaduti i tempi contrattuali dell’affitto, dopo parecchio tempo, si appalesa con missive sinceramente troppo intimidatorie. Se la Provincia non rispetta i termini della disdetta, il contratto mi si rinnova tacitamente» ha commentato Balloni. Purtroppo, però, sembra essere arrivati allo scontro finale perché ieri il bar era chiuso. Attaccato alle inferiate c’era il laconico dispositivo della Provincia che decreta la chiusura dell’esercizio sia per una serie di lavori di adeguamento in base alle normative sulla sicurezza sia perché si dovrà fare una nuova gara per l’affidamento della gestione. Balloni ha la solidarietà di molti studenti e docenti della scuola ed infatti alla cancellata c’è appeso un lenzuolo che chiama alla mobilitazione. Il bar del comprensorio scolastico infatti, è gestito da Balloni dal 1988. «Non ho mai sgarrato di un pagamento, non ho mai fatto storie chiedo di poter continuare a lavorare per dare occupazione anche a tre nuclei familiari» conclude Balloni. Fatto sta che viene a mancare un servizio di ristorazione per oltre 700 studenti e per tutto il corpo docente. E questa mancanza si protrarrà fino al 2019.

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