Finanza
La cantieristica si conferma un settore a rischio
I sindacati: diminuiscono le ore lavorate e aumentano i morti, servono più risorse e basta con i tagli
PISA. Diminuiscono le ore lavorate, aumentano i morti sul lavoro. Una contraddizione che, giorno dopo giorno, diventa sempre di più un’emergenza. «Il 2017 è stato segnato da una media di tre morti al giorno: un numero che cresce anche se complessivamente le ore lavorate diminuiscono - sottolinea Antonio Ledda, segretario della Cgil di Pisa -. Il problema continua ad essere però ignorato e per questo occorre invertire le politiche per cercare di prevenire questi episodi. Per farlo occorrono risorse, economiche e di personale: le stesse che negli ultimi anni sono state tagliate agli enti preposti ai controlli». I dati dell’Inail parlano, a livello nazionale, di un incremento del 2% di morti bianche. Oltre 950 quelle denunciate nei primi 11 mesi del 2017. Più di 13.000 i lavoratori deceduti negli ultimi dieci anni mentre svolgevano le proprie mansioni. «Una tragedia senza fine», la definisce Massimo Braccini, segretario della Fiom-Cgil Toscana. «Gli infortuni sul lavoro e le morti bianche non sono mai frutto del caso - sottolinea -. È intollerabile che si continui a morire di lavoro per l’aggiramento o il mancato rispetto delle norme di sicurezza». Secondo la Fiom «la cantieristica è uno dei settori più a rischio, soprattutto per la presenza di appalti e sub-appalti» e propone di rilasciare le concessioni solo alle aziende che assumono «precisi impegni e garanzie per la sicurezza e i diritti dei lavoratori». Mancanza di personale e di risorse negli ultimi anni hanno anche limitato l’azione degli enti preposti ai controlli, decimati dai tagli. «Manca una cultura della sicurezza - sottolinea Dario Campera, segretario della Cisl di Pisa -. Non è più possibile assistere a questa strage: occorre diffondere una cultura della sicurezza, ma soprattutto aumentare i controlli e sanzionare le aziende che non rispettano le norme». «Non vogliamo e non possiamo abituarci a questo bollettino di guerra - aggiunge Annalisa Nocentini, segretario generale della Uil Toscana -. Non servono più frasi di circostanza, né appelli generici: la sicurezza sui luoghi di lavoro è una vera e propria vertenza e nessuno deve tirarsi indietro». Cordoglio e vicinanza alla famiglia di Colombini è espressa da tutto il mondo politico e istituzionale. «Purtroppo la lista degli infortuni mortali si allunga e ribadisce che è inaccettabile morire di lavoro. L’impegno per la sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere intensificato. La Regione ha messo in campo risorse ingenti, uomini e mezzi per arrestare la piaga delle morti sul lavoro. Ma questo non basta», sottolinea il presidente della Regione Enrico Rossi. «Pisa è sconvolta, testimone di un altro fatto tragico che non doveva accadere - aggiunge il sindaco Marco Filippeschi -. La sicurezza sul lavoro deve essere un bene di valore assoluto, una cultura e una pratica che vengono prima di tutto».
Danilo Renzullo
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