Infortunio fotocopia nel 2015 omicidio colposo: due imputati
PISA. Un infortunio mortale quasi fotocopia. Di sicuro un la lavoratore esterno al cantiere navale che cade da una barca di cui si sta occupando e muore. E lascia moglie e figlia. Sono le...
PISA. Un infortunio mortale quasi fotocopia. Di sicuro un la lavoratore esterno al cantiere navale che cade da una barca di cui si sta occupando e muore. E lascia moglie e figlia. Sono le similitudini con la tragica fine di Alessandro Colombini.
Si chiamava Giuseppe Ferrandes, aveva 56 anni e viveva a Viareggio, la vittima dell’infortunio sul lavoro avvenuto il 24 aprile 2015 nel cantiere navale “Seven Stars” ai Navicelli.
Sei giorni di agonia e l’artigiano, titolare di un’impresa di pulizie, arrivò al capolinea della sua esistenza terrena.
Per quell’incidente la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Davide Mugnaini, viareggino, amministratore unico della "Seven Stars", e Roberto Guarducci, pratese, incaricato del controllo e coordinamento delle gestione delle commesse e di fatto preposto ai lavori effettuati dalla ditta di Ferrandes.
Si sono tenute varie udienze davanti al gup Giulio Cesare Cipolletta (pm Sisto Restuccia) durante le quali le parti civili (familiari di Ferrandes e il comitato Matteo Valenti) hanno formalizzato la loro presenza nel processo.
La prossima è prevista a marzo. Le difese degli imputati hanno annunciato il ricorso al rito abbreviato che, però, non è stato ancora ufficializzato. Se accolto dal giudice significherebbe l’esame di Mugnaini e Guarducci solo sulla base degli atti e con uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna.
Secondo le ricostruzioni al centro del confronto nella discussione sul rinvio a giudizio, Ferrandes cadde da una scala collocata all’esterno della barca sulla quale sarebbe stato intento a salire, da terra, per effettuare un intervento ulteriore di pulizia.(p.b.)
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