Sicurezza
Candidato Pd, da Gelli primi segnali di disgelo
Ancora non ci sono risposte formali al pressing dei vertici nazionali del partito ma qualcosa si muove. Il sostegno di Fontanelli tra le condizioni principali
PISA. Dicono che di risposte ufficiali non ce ne sono. E probabilmente non ce ne saranno in tempi rapidissimi. Ma si dice anche che il no di Federico Gelli alla proposta di candidatura a sindaco per il centrosinistra non sia più così granitico come qualche settimana fa. Anzi, ci sarebbe qualche segnale di apertura.
Certo la delusione per la mancata ricandidatura alla Camera è stata forte e forse non ancora smaltita del tutto. È altrettanto vero che non sono mancati riconoscimenti a Gelli per il lavoro svolto da parlamentare sia sul fronte della sanità che dei migranti. Però le strade e gli intrecci della politica, spesso complessi, gli hanno chiuso quelle porte del Parlamento che comprensibilmente considerava giusto gli venissero riaperte.
Il pressing su Gelli è cominciato ancor prima della chiusura delle liste del Partito democratico con i nomi dei candidati. Per il momento sembra che Matteo Renzi non sia andato oltre le battute ben note che già facevano prefigurare il gradimento dem per la candidatura di Gelli a sindaco di Pisa, in una contesa elettorale tutta da sviluppare e da affrontare con impegno e tanta grinta. Ma Luca Lotti, braccio destro del segretario nazionale, si è già speso nei confronti di Gelli. Anche da questo i segnali di disgelo, i primi segnali, che da Roma sono rimbalzati anche a Pisa. Dove peraltro i sostenitori delle primarie ancora ritengono che quella possa essere la modalità giusta per arrivare alla scelta del candidato.
Una risposta di Gelli non sarebbe attesa in tempi brevissimi. Il partito locale vorrebbe chiudere il discorso sulle candidature e sulla coalizione prima del voto del 4 marzo. Ma difficilmente ci riuscirà. Da una parte, è evidente che gli eventuali nuovi alleati (da +Europa ai Socialisti, a Civica popolare) sono ora concentrati sulla campagna elettorale e le loro scelte si legheranno decisamente ai risultati. Dall’altra, l’invito di Ermete Realacci a congelare le mosse per le comunali fino al voto è stato ascoltato con attenzione. Anche da chi è più vicino a Gelli.
Peraltro, il sì di Gelli e la convergenza di Mdp sul programma per Palazzo Gambacorti sembrano proprio due condizioni difficilmente scindibili. E Paolo Fontanelli, leader di Mdp, non perde occasione per ricordare che certi discorsi potranno essere affrontati solo dopo le politiche. E forse ora va bene ad entrambe le parti.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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