Trasporti
Il giudice di pace dimezza le multe alle bancarelle
Piazza dei Miracoli, già depositate venti sentenze: le sanzioni erano legittime ma il Comune non aveva motivo di portarle a 5.000 euro anziché 2.500
PISA. Le maximulte alle bancarelle di piazza dei Miracoli? Erano legittime, ma il Comune ha raddoppiato senza motivo il loro ammontare (poco più di 5mila euro ciascuna). È la conclusione alla quale sono giunti due giudici di pace pisani, che hanno appena depositato 20 sentenze molto simili: dalla 66 alla 75/2018 del giudice Bongiorno, dalla 85 alla 94/2018 del giudice Neri. E un’altra decina sarà decisa a giorni.
Quasi tutti i commercianti si sono rivolti all’avvocato Stefano Verità per proporre l’opposizione all’ordinanza-ingiunzione, a parte un singolo caso (avvocato Antonella Fontana) con l’identico esito: il parziale accoglimento dei ricorsi e la conseguente riduzione del 50% della sanzione.
Tutti i ricorrenti si opponevano alle rispettive ordinanze ingiunzioni del 2016, emesse dal Comune di Pisa con la sanzione di poco più 5mila euro e che facevano seguito ai verbali della polizia municipale datate alla fine del 2012 per la violazione della legge regionale 28/2005, «per avere esercitato attività di commercio su area pubblica in Piazza Duomo, in assenza di posteggio, essendo quello attualmente occupato, revocato con ordinanza dirigenziale» nell’aprile 2012.
Secondo i commercianti queste sanzioni erano illegittime, mancando i presupposti di legge visto che la concessione del posteggio non era mai stata revocata dall’ordinanza che aveva «solo disposto lo spostamento temporaneo del posteggio dalla piazza Duomo in altro sito»; in via subordinata, davanti al giudice di pace i ricorrenti hanno censurato il calcolo della sanzione, «applicata in carenza assoluta di istruttoria e di motivazione», ritenendo applicabile il minimo edittale di 2.500 euro previsto dalla norma.
I due giudici hanno stabilito che «il primo motivo di ricorso è infondato»: il Comune decise all’epoca di spostare temporaneamente in altra area tutti gli operatori commerciali autorizzati in piazza Duomo, «al fine di procedere con urgenza a lavori di riqualificazione e di restauro dell’area e di pubblico interesse». L’ordinanza fu oggetto di ricorso davanti al Tar toscano, la cui sentenza 465/2015 ha bocciato il ricorso e riconosciuto la legittimità del provvedimento comunale impugnato.
Ma non torna l’ammontare delle sanzioni: la legge citata prevede un minimo di 2500 euro e un massimo di 15mila euro, e si legge in sentenza che in base ai criteri della legge nazionale 689/81 «la sanzione in concreto irrogata appare eccessiva, avuto riguardo alla non gravità del fatto (non risultano conseguenze durevoli della violazione), al mancato riscontro di precedenti a suo carico ed alle condizioni economiche non equiparabili a quelle di un soggetto imprenditore che fattura ricavi economici rilevanti». Di qui la decisione dei giudici di dimezzare l’importo di tutte le sanzioni, riportandole al minimo di 2500 euro.
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