Il Tirreno

Pisa

Sfascia tre auto dell’ex donna finisce a processo

Sfascia tre auto dell’ex donna finisce a processo

È imputata anche per calunnia dopo una denuncia su un furto (falso) di cellulare Tra le contestazioni anche la ripetuta distruzione dei parabrezza delle macchine

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PISA. Quando una storia finisce male per una volta i ruoli si ribaltano. Non cambiano i reati, ma si invertono le parti di chi accusa ed è accusato. È il caso approdato ieri in Tribunale. Succede che una giovane finisce a giudizio per stalking, calunnia e danneggiamenti nei confronti dell’ex con il quale la storia era finita fuori dai binari del buon senso.

Sotto processo è finita una 23enne, di Santa Maria a Monte (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr). La prima udienza davanti al giudice Maria Grazia Grieco (pm onorario Samantha Lotti) è servita per smistare il processo che è stato aggiornato alla fine di giugno. L’imputata è difesa dall’avvocato Raffaella Messina, mentre la parte civile è tutelata dall’avvocato Tommaso Azzaro. Gli episodi su cui fare chiarezza sono diversi e nel contorno dello stalking la Procura, dopo le denunce dell’ex compagno, contesta anche un reato particolarmente grave come la calunnia. Secondo l’accusa la 23enne avrebbe accusato l’ex fidanzato di averle rubato il cellulare. E lo avrebbe formalizzato con una denuncia ai carabinieri. Solo che l’apparecchio, stando ai militari, lo aveva regalato. Nessun furto, quindi.

Seguendo la ricostruzione fatta durante l’udienza preliminare conclusa con il rinvio a giudizio, la giovane per almeno cinque mesi nel 2014 avrebbe braccato con telefonate e appostamenti il giovane che aveva interrotto la relazione. Era stato poco più di un flirt. Sufficiente, tuttavia, per l’imputata a scatenare una reazione sproporzionata rispetto a durata e intensità del rapporto durato qualche mese senza grandi slanci sentimentali.

Non solo apparizioni improvvise nei pressi dell’abitazione dell’ex. Agli atti ci sono decine di telefonate, anche di notte, che alla fine hanno costretto il giovane a cambiare il numero del cellulare. Ma il peggio, almeno a livello materiale, prevede altro. Lo ha denunciato il giovane arrivato al picco dell’esasperazione. L’accanimento contro tre auto comprate e diventate il bersaglio degli sfoghi della ex infuriata. Una prima macchina viene danneggiata con il parabrezza in frantumi. Lui cambia vettura e anche il nuovo veicolo viene identificato e colpito per almeno sei volte. Il parabrezza si trasforma in coriandoli in un carnevale di vandalismo puro. Sfinito per i continui assalti, l’ex cambia ancora l’auto e adotta un accorgimento che si rivelerà inutile: parcheggiare lontano dalla sua abitazione. Precauzione che non sortisce alcun effetto. La macchina viene rintracciata e subisce lo stesso trattamento delle precedenti. È l’accusa contenuta nella querela alla base del processo.

L’imputata ha già avuto un inciampo recente con la giustizia. Prima indagata in un inchiesta dei carabinieri su un giro di prostituzione nei night in Valdera e poi ai domiciliari per aver violato l’obbligo di non uscire di notte.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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