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Pisa

TREDICI RINVIATI A GIUDIZIO 

Offese su Fb contro pizzeria la prescrizione salva tutti

Offese su Fb contro pizzeria la prescrizione salva tutti

PISA. Una campagna social contro una pizzeria del centro. Non solo offese ai titolari. Ma anche inviti a boicottare l’attività. Erano finiti sotto processo in tredici con l’accusa di diffamazione...

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PISA. Una campagna social contro una pizzeria del centro. Non solo offese ai titolari. Ma anche inviti a boicottare l’attività. Erano finiti sotto processo in tredici con l’accusa di diffamazione aggravata.

Il tempo ha giocato a loro favore. E ieri mattina il giudice Maria Grazia Grieco non ha potuto che prenderne atto con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato. In effetti sono passati nove anni da quando venne addirittura creato un gruppo di Facebook per mettere alla berlina una pizzeria in piazza delle Vettovaglie.

Frasi pesanti, offese che si diffusero con la velocità del web, ma che non restarono nel mondo virtuale del social.

I titolari della pizzeria misero insieme una serie di screenshot dei post che in rapida sequenza apparivano contro la loro gestione e denunciarono gli autori dei commenti e chi li aveva condivisi.

Una vicenda che parte da lontano, estate 2009, nella quale erano imputati in tredici, residenti tra Pisa, Cascina, Campania, Sardegna, Sicilia, Puglia, Pietrasanta, Massa.

Era stato creato un gruppo aperto battezzato in modo eloquente: "Boicottiamo la pizzeria di piazza delle Vettovaglie". Quel gruppo, spiegarono i promotori, era nato dopo la pubblicazione di una testimonianza anonima di uno studente che sosteneva di essere stato aggredito e offeso dai titolari della pizzeria dopo aver allontanato un ubriaco. Le reazioni su Fb non erano tenere. Un compendio dei post rende l’idea. «Che imbecilli... piuttosto che mettere piede in quella pizzeria muoio di fame e ora spargo la voce a quante più persone posso». Oppure: «Complimenti alla vostra pizzeria razzista. Boicotteremo il più possibile. Vogliamo farvi fallire». Dalle offese alle istigazioni. Uno degli imputati aveva scritto: «Vorrei promuovere un linciaggio verso questo s.....o la gente così fa sempre una brutta fine». E c'è anche chi mette alla berlina i due soci e pubblica la foto dell'uomo accompagnandola con la segue scritta: «Uno dei proprietari è questo. Intanto segnaliamolo a tutti. giusto per rompere i c......i». Era il 2009 e la giurisprudenza non aveva ancora fissato il perimetro sulle responsabilità per like, condivisioni e frasi scritte di getto. Una presunta libertà di parola senza filtri che per l’accusa si era trasformata in licenza di diffamare. Ma il tempo della giustizia è scaduto. Niente sentenza nel merito per chi scrisse sulla bacheca del gruppo anti-pizzeria: «Gente stupida e ignorante che si è arricchita sulle spalle degli studenti». Tutto azzerato dalla prescrizione.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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