Sicurezza
Lo sparatore resta muto sulla provenienza dell’arsenale
PISA. Solo le scuse ai feriti attraverso l’avvocato. Per il resto silenzio assoluto. Un granitico mutismo su che fine abbiano fatto la scacciacani modificata e la pistola, una 7,65 calibro 9, usate...
PISA. Solo le scuse ai feriti attraverso l’avvocato. Per il resto silenzio assoluto. Un granitico mutismo su che fine abbiano fatto la scacciacani modificata e la pistola, una 7,65 calibro 9, usate nell’aggressione a colpi di arma da fuoco contro i quattro amici seduti all’esterno della Caffetteria Tirreno.
Patrizio Giovanni Iacono non ha detto ieri mattina al giudice, né sabato agli investigatori di polizia e carabinieri, dove ha nascosto o gettato le armi della sparatoria.
Silenzio tombale, per ora, anche sul piccolo arsenale rinvenuto in un box nella sua disponibilità a pochi metri dall’appartamento condominiale di via Baldan: due fucili, di cui uno a canne mozze modificato e uno con matricola abrasa, un silenziatore, munizioni e un tirapugni.
Le domande non mancano e per adesso restano sospese nei riscontri in corso da parte di squadra mobile e nucleo investigativo.
Da come si sia procurato le armi stando in detenzione domiciliare con il permesso di uscire dalle 8,30 alle 10,30. E che uso ne ha fatto o voleva farne, sia personale che magari come “service” per chi aveva bisogno di ferri in zona senza doverseli portare dietro prima di preparare un colpo e poi per custodirli in sicurezza.
Nessuna notizia neppure della moto da cross che un amico, residente in zona, ha spostato per non averla davanti casa e anche per evitare coinvolgimenti nella sparatoria.
I fronti su cui le indagini sono ancora aperte riguardano anche eventuali fiancheggiatori di Iacono.
Persone che, dalle 11,30 alle 22 circa di venerdì, possono aver ospitato o intravisto il pistolero in fuga senza avvertire le forze dell’ordine. Chi può avergli dato rifugio e copertura sapendo cosa aveva combinato alla Caffetteria Tirreno. Una notizia che ha attraversato la città con la velocità delle cattive novelle.
Diverse persone sono state sentite, sia quelle ritenute vicine all’arrestato sia in ambienti del Cep dove la comunità ha saputo tirare fuori gli anticorpi per isolare e dare la caccia a quel tipo un po’ troppo su di giri. Uno che non sapeva rispettare le regole, nonostante glielo ricordassero quasi tutti i giorni.(p.b.)
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