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Fisco e legge elettorale doppio terreno di scontro

Fisco e legge elettorale doppio terreno di scontro

PISA. Fisco e legge elettorale diventano terreno di scontro, massima convergenza sulla necessità di una “rivoluzione” energetica. Comune ai quattro principali schieramenti politici è invece l’appello...

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PISA. Fisco e legge elettorale diventano terreno di scontro, massima convergenza sulla necessità di una “rivoluzione” energetica. Comune ai quattro principali schieramenti politici è invece l’appello lanciato dal presidente della Cna di Pisa Matteo Giusti che, durante un incontro organizzato dalla Confederazione dell’artigianato con i candidati alle prossime elezioni, ha rivendicato l’esigenza di una politica più attenta ai bisogni delle piccole e medie imprese («il motore economico dell’Italia»).

«Occorre una classe politica in grado di confrontarsi prima di prendere le decisioni, ma anche stabilità: sono necessari punti fermi nei programmi di sviluppo del Paese che non possono essere sradicati, né stravolti ad ogni tornata elettorale», dice il presidente della Cna pisana rivolgendosi ai candidati Stefano Ceccanti (Pd, plurinominale Camera); Nicola Fratoianni (Liberi e Uguali, uninominale Camera); Luca Lauricella (Movimento 5 Stelle, plurinominale Camera) e Manuel Vescovi (Lega Nord, candidato al Senato, presente in sostituzione del collega di partito Edoardo Ziello, uninominale Camera) che ieri hanno partecipato al dibattito moderato dal giornalista Massimo Marini.

Snellimento della burocrazia, riduzione della pressione fiscale e una riforma energetica i principali cambiamenti rivendicati dalla Cna in una piattaforma consegnata agli esponenti politici. «In Italia è necessaria una politica industriale che passi attraverso un programma di messa in sicurezza del territorio con tante piccole opere che possano sostenere il lavoro delle piccole imprese - sottolinea Fratoianni, definendo un gran pasticcio l’attuale legge elettorale -. Un piano a cui affiancare una riorganizzazione del sistema di prelievo patrimoniale e lo sviluppo delle energie rinnovabili». Proposte che secondo Ceccanti sono già state (in parte) recepite dagli ultimi governi di centrosinistra. «Abbiamo ridotto la pressione fiscale - rivendica l’esponente del Pd difendendo il Jobs Act e l’alternanza scuola-lavoro -, ma per migliorare ed essere più efficienti occorre essere credibili in Europa e per farlo in Europa non possiamo mandare un presidente del consiglio che vuole uscire dall’euro o un altro che teorizza la doppia moneta».

«Il sostegno alle piccole e medie imprese è uno dei punti principali del programma del M5S - sottolinea Lauricella bollando come “anti M5S” la legge elettorale - anche attraverso la creazione di una banca pubblica degli investimenti e politiche che favoriscano gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili». Uno “choc fiscale” è invece la vera necessità per Vescovi. «La flat tax, con aliquota tra il 15 e il 20%, per permettere alle aziende di tornare ad investire in Italia», propone l’esponente della Lega Nord.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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