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Pisa

pulizie sui treni: la vertenza 

«Addetti ricattati» In 6 rischiano il posto

PISA. «Lavoratori sul lastrico e treni più sporchi». I sindacati lo definiscono una sorta di «ricatto» quello che la Dussmann, colosso multinazionale delle pulizie e della ristorazione collettiva che...

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PISA. «Lavoratori sul lastrico e treni più sporchi». I sindacati lo definiscono una sorta di «ricatto» quello che la Dussmann, colosso multinazionale delle pulizie e della ristorazione collettiva che lo scorso novembre è subentrata nell’appalto per la pulizia dei treni regionali, ha prospettato ad una parte dei lavoratori impiegati sull’appalto. La società ha infatti proposto un trasferimento a cento chilometri di distanza dall’attuale sede di lavoro come alternativa all’incremento degli ammortizzatori sociali con conseguente riduzione dello stipendio. «Nonostante le risorse aggiuntive messe a disposizione da Regione Toscana e Trenitalia - spiegano i sindacati - l’azienda ha da subito posto un problema di costi chiedendo prima l’attivazione degli ammortizzatori sociali (ottenendo al tavolo di crisi regionale i contratti di solidarietà) e poi annunciando una ventina di esuberi, di cui sei alla stazione di Pisa (su circa 40 addetti totali, ndr)». Per scongiurare l’incremento degli ammortizzatori sociali, o addirittura i licenziamenti, la società ha prospettato ai lavoratori un trasferimento alla stazione di Firenze, proponendo un impiego sui treni ad alta velocità. Un «ricatto» che ha fatto scattare la mobilitazione dei sindacati. Dopo un incontro alla prefettura di Firenze, dove l’azienda ha ribadito la volontà di una riorganizzazione interna, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Fast-Mobilità, Ugl-Trasporti e Orsa-Ferrovie hanno proclamato uno sciopero regionale del settore per il 23 febbraio. Astensione dal lavoro preceduta ieri da un presidio e un volantinaggio dei lavoratori impiegati alla stazione di Pisa. «Appare sempre più chiaro il progetto che Dussmann sta mettendo in atto: abbassare il costo del lavoro attraverso riduzioni di personale e ricorso agli ammortizzatori sociali. Questo avviene senza che la committenza (Trenitalia) metta in discussione una riduzione di personale che andrà ad incidere inevitabilmente sulla qualità del lavoro e del servizio offerto», accusano sindacati e lavoratori chiedendo alla Regione di farsi «garante degli accordi presi». (d.r.)

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