Il dolore
Sparatoria al Cep: i 4 feriti vengono dimessi e tornano subito al bar
Passaggio obbligatorio alla caffetteria Tirreno dopo la sparatoria: «Stanno bene». Un’amica: «Hanno deciso di non girarsi dall’altra parte e affrontare la questione»
PISA. Sono stati dimessi dopo nemmeno 24 ore dalla sparatoria (il nostro dossier) e sono subito voluti tornare lì. Alla caffetteria Tirreno di piazzale Donatello, nel cuore del Cep. Lo stesso bar davanti al quale Patrizio Giovanni Iacono, per riavere il suo casco, ha esploso contro di loro una rafficai di colpi di pistola, ferendoli in varie parti del corpo.
VIDEO. Ecco i luoghi della sparatoria
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Federico Simonelli, Mohamed, Michele Sighieri e Sebastian Parenti sono finalmente usciti dall’ospedale. Presto, per fortuna. «E stanno bene. Sì, nonostante tutto stanno bene», sostengono gli amici di una vita, che frequentano la caffetteria ormai punto di riferimento dell’intero quartiere alla periferia della città. Dalla serata di venerdì, fra l’altro, su Facebook sono ritratti in una bella foto ricordo scattata su un letto nella corsia di Cisanello.
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Con la felicità nei loro volti, e nei loro occhi, per lo scampato pericolo. «Quattro nostri compagni e amici del quartiere Cep, sono stati bersaglio di una sparatoria – ha scritto Giovanna sul social network– e tutto è cominciato perché non hanno accettato la prepotenza di un motociclista che continuava a sfrecciare nelle strade creando disagio e pericolo per tutti. Litigi per le macchine, la spazzatura, conflitti di vicinato e prepotenze capitano spesso e oggi (venerdì per chi legge ndr) al Cep quattro persone hanno scelto ancora una volta di non voltarsi dall’altra parte e affrontare la questione. Non si aspettavano di trovarsi di fronte al delirio di una sparatoria, ma in una società che invita sempre di più all’odio, alla vendetta, al farsi giustizia da soli, ormai capita anche questo».
VIDEO. Ecco l'arsenale ritrovato in casa dello sparatore
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«La soluzione – prosegue l’abitante del quartiere – non è chiudersi in casa dalla paura, ma continuare a costruire comunità basate sulla solidarietà e il coraggio. Forza ragazzi. Auguri di pronta guarigione», così si concludeva il messaggio allegato alla fotografia. «Erano qui, sono andati via da cinque minuti», racconta un habitué del locale, che ci aveva parlato fino a pochi minuti prima.
I quattro – rimasti vittima dei colpi d’arma da fuoco del ventunenne sardo, catturato dalla polizia venerdì sera in via Andrea Mantegna, sotto un camper – erano stati trasportati in pronto soccorso in codice giallo, che secondo il gergo sanitario non è il massimo livello d’allarme, ma il secondo più alto, visto che il primo è il rosso. Ieri mattina, comunque, tutti e quattro sono stati dimessi. E sono potuti ritornare a casa. Anzi, al bar, dove hanno trascorso anche parte del pomeriggio.
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