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Pisa

Sparatoria a Pisa, l'arma scomparsa e i domiciliari "liberi": 6 domande aperte - Video

Le volanti delle forze dell'ordine davanti casa di Iacono durante l'arresto
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Le volanti delle forze dell'ordine davanti casa di Iacono durante l'arresto

Non si trova ancora l'arma utilizzata dal 21enne per ferire i clienti del bar. Molti gli interrogativi in sospeso: Come ha fatto a procurarsi l'arma? E perché si trovava in giro nonostante fosse ai domiciliari?

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PISA. "Da quanto mi stavate cercando?". Ha detto solo questo Patrizio Giovanni Iacono agli agenti che lo hanno trovato in un casotto vicino casa. Erano passate parecchie ore, dieci circa, da quando la mattina aveva fatto sentire a Pisa il battito forte della paura dopo la sparatoria che lo aveva visto protagonista al Cep: quattro feriti per una lite per le sue impennate con la moto. Lo avevano ripreso e lui ha reagito così: sparando.

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Non è stata ritrovata al momento, e viene tuttora cercata dalle forze dell'ordine, la pistola con cui ieri mattina  Iacono ha ferito quattro persone sparando da una motocicletta in corsa nel quartiere del Cep. Il giovane si è  privato dell'arma nelle ore in cui rimasto è in fuga e, da quanto emerge, non avrebbe finora dato agli investigatori indicazioni utili per reperirla.

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Iacono si trovava ai domiciliari dopo che circa un anno fa, ad Alghero, aveva sparato a un uomo nel gennaio 2017. Colpi di pistola contro un rivale in amore, secondo l'accusa. Per il tribunale poteva uscire solo due ore la mattina, ma a quanto pare scorazzava libero ben oltre quella piccola finestra mattutina.

LE DOMANDE.

Restano quindi alcune domande in questa storia, dei punti importanti da chiarire che riguardano la sicurezza dei cittadini e che interrogano il funzionamento della giustizia.

1. Intanto la pistola: dove ha preso l'arma?

2. E dove l’ha nascosta dato che non si trova?

3. Poi ci sono quelli relativi alla fuga subito dopo la sparatoria, i possibili complici. Chi sono quelli che lo hanno aiutato a recuperare la moto e a fuggire con l’auto della madre?

4. Il punto sui domiciliari e sulla libertà di cui disponeva il ragazzo: perché si trovava in giro nonostante gli arresti domiciliari?

5. Chi doveva controllare il rispetto della misura cautelare e quando lo ha fatto?

6. E, infine, il caos a Palazzo Blu. Iacono è stato segnalato dentro l'edificio sul Lungarno, segnalazione che si è rivelata falsa. Chi c’è dietro la telefonata sulla segnalazione a Palazzo Blu? Un mitomane o un complice – per aiutarlo a fuggire - o addirittura il ragazzo stesso?

VIDEO. Le forze dell'ordine circondano palazzo Blu

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