Il Tirreno

Pisa

Cna striglia i candidati al Senato «Ascoltateci prima di fare le leggi»

di Sharon Braithwaite
Cna striglia i candidati al Senato «Ascoltateci prima di fare le leggi»

Nella sede dell’associazione il primo confronto pubblico con i rappresentanti di M5S, Forza Italia, Pd e Liberi e Uguali. Sul tavolo proposte operative per venire incontro alle imprese

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PISA. «Chiediamo risposte ai politici che si candidano alle elezioni politiche. Chiediamo che si impegnino a definire una politica industriale condivisa. Non si possono cambiare strategie ogni volta che cambia la maggioranza parlamentare». Matteo Giusti, presidente Cna, non le ha mandate certo a dire ieri ai candidati al Senato ospiti del primo confronto elettorale. Il dibattito, moderato dal giornalista Massimo Marini, ha visto la partecipazione di quattro candidati pisani al Senato: l’attuale ministro dell’istruzione Valeria Fedeli (Pd, collegio uninominale), Raffaella Bonsangue (Forza Italia, collegio plurinominale), Paolo Fontanelli (LeU, collegio uninominale) e Valeria Marrocco (M5S, collegio uninominale). Tema principale del confronto, come lo Stato può migliorare la vita delle piccole e medie imprese e degli artigiani che hanno resistito ad anni di crisi. «Dobbiamo fare in modo che ci convenga essere imprenditori onesti, abbiamo bisogno di un continuo dialogo con la politica» ha detto il presidente. E Fedeli ha colto la palla al balzo affermando di voler istituire proprio alla Cna «un tavolo di confronto per rappresentare al meglio le esigenze delle piccole e medie imprese, per scrivere prima e non per emendare dopo», dice sottolineando la necessità di un controllo ferreo della contraffazione: «Occorre la tracciabilità dei prodotti e dei processi produttivi a livello europeo». Il ministro ha difeso le politiche del suo governo: «noi il cambiamento l’abbiamo avviato e adesso dobbiamo continuare su questa strada. Chiediamo fiducia ai cittadini, consapevoli che abbiamo cose da cambiare, ma anche convinti che all’Italia serva capacità, attenzione e ascolto per governare» . Secondo l’avvocatessa pisana Bonsangue la pressione fiscale va diminuita perché «insieme agli orpelli burocratici ostacola le attività produttive. Il nostro tessuto economico è costituito da micro-imprese. Occorre assicurare legalità e legislazioni che tengano conto delle peculiarità del nostro territorio – dice la candidata forzista – Necessaria anche una profonda e organica riforma della giustizia, che garantisca tempi certi. Da rivedere anche il progetto dell’alternanza scuola-lavoro». Il programma di LeU si basa su un ripristino della coesione sociale, riducendo le diseguaglianze: «Le piccole e medie imprese sono centrali nel sistema economico italiano. Per essere competitivi a livello internazionale bisogna puntare su istruzione, ricerca, formazione e introdurre un sistema fiscale equo e progressivo – afferma Fontanelli – La flat tax (proposta da Forza Italia, ndr) è sbagliata perché danneggia i meno abbienti. Fondamentale anche il dialogo con i corpi intermedi, non solo con Confindustria». Marrocco (M5S) suggerisce di voler abbassare le tasse, sopprimere Equitalia e abbattere l’Imu sugli immobili funzionali all’impresa. «Occorre favorire l’accesso al credito degli imprenditori, con l’istituzione di una banca pubblica, oltre a quanto è stato fatto con il micro-credito proposto dal Movimento – dice la candidata grillina – Equitalia è stata solo modificata ed è una ghigliottina: occorre una notifica adeguata. Siamo contro l’evasione, per la legalità, ma con rispetto e umanità. Se il 5 marzo saremo la prima forza del Paese non faremo alleanze con nessuno».

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