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Due filoni aperti tra Massa e Pisa

Ci sono due filoni nell’inchiesta “La giustizia di Zorro”. Uno a Massa per le aste pilotate e uno a Pisa con incarichi di favore a un legale e per un unico episodio di corruzione circa la promessa di...

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Ci sono due filoni nell’inchiesta “La giustizia di Zorro”. Uno a Massa per le aste pilotate e uno a Pisa con incarichi di favore a un legale e per un unico episodio di corruzione circa la promessa di un’auto per la gestione della vendita di uno yacht.

Il giudice Roberto Bufo, 56 anni, di La Spezia residente a Marina di Carrara, è considerato il promotore della “banda”. Nei giorni scorsi nel corso dell’interrogatorio con il gip ha fatto alcuni ammissioni significative, mentre per altre contestazioni ha respinto gli addebiti sottolineando che le frasi intercettate sono sì grevi, ma non reati.

Il suo braccio operativo sarebbe, finito anche lui in carcere, Roberto Ferrandi, 65 anni, di Carrara, commercialista, delegato alle vendite giudiziarie al Tribunale di Massa.

Sono in cella la figlia Francesca Ferrandi, 29 anni, avvocato con studio a Pisa; Oberto Cecchetti, 71 anni, romano, avvocato. Ai domiciliari Luca Paglianti, 53 anni, residente a Marina di Pisa, architetto in Provincia e consulente per i Tribunali.

A tutti viene contestata l’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, turbativa d’asta, peculato e falso in atto pubblico. Ai domiciliari, accusati solo di corruzione in atti giudiziari, Virgilio Luvisotti, 84 anni, direttore dell’Ivg di Pisa, e Giovanni Avino, vice direttore, 35 anni, di Pisa.

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