Il dolore
Condivide offese su Fb, patteggia
L’autore aveva insultato un carabiniere, lui ha postato un video offensivo
PISA. È bastato un clic. Un “mi piace” che non è stato solo condivisione del post, ma anche diffusione del messaggio. Un effetto moltiplicatore che ha raggiunto un’ulteriore platea messa a conoscenza delle offese che un altro utente social aveva rivolto a un sottufficiale dei carabinieri.
Quel “mi piace” ha inguaiato l’autore del gesto che non solo è stato querelato dal destinatario degli insulti. Il clic è diventato una sentenza di patteggiamento per diffamazione aggravata. Franco Giusti, 57 anni, commerciante di Capannoli, con 2 mesi e 20 giorni di pena ha chiuso ogni pendenza giudiziaria dopo la denuncia di un luogotenente dei carabinieri di Pontedera. È stato anche condannato dal giudice Elsa Iadaresta a pagare le spese processuali, sui 600 euro. La parte civile, assistita dall’avvocato Niccolò Giannini dello studio Ziello Esposito, valuterà l’azione legale per il risarcimento dei danni. È una sentenza che induce a una riflessione sui rischi di mettere like e scrivere post su quella piazza all’apparenza impalpabile che è Facebook. Un luogo di scambio e conoscenza che, sempre più spesso, nasconde rischi e tranelli. Di sicuro impone regole di comportamento che non possono essere derogate solo perché sui social uno si sente libero di muoversi sulla tastiera confidando nell’impunità del virtuale. Giusti neanche conosceva di persona chi aveva di fatto scritto offese variegate contro il luogotenente. Almeno dal 24 dicembre 2016 al 6 febbraio 2017. Ma andando a ritroso nel tempo ce ne sono altre ancora visibili sul profilo Fb di Giuseppe Dell’Agnello, 63 anni, di Peccioli. Contro il militare e anche contro un sostituto procuratore della Repubblica. Il giudice avendo pronunciato una sentenza su uno dei due coimputati ha rinviato l’udienza per il dibattimento nel quale è rimasto solo Dell’Agnello che non ha scelto riti alternativi. Deve rispondere sempre di diffamazione aggravata. È lui, secondo l’accusa, ad aver scritto su una serie di post in cui il sottufficiale veniva apostrofato con nomi di animali, oltre che accusato di essere un professionista della menzogna e un colluso. Ma è solo una sintesi dell’antologia di insulti serviti al militare. Quando il carabiniere ha visto ed è stato informato degli sfoghi su Fb ha querelato Dell’Agnello. E anche chi, come Giusti, si era limitato a mettere un “mi piace” e a condividere sulla sua bacheca un video offensivo contro il sottufficiale pubblicato da Dell’Agnello. Erano amici su Fb. Quelle virtuali dalle conseguenze reali come una querela per diffamazione conclusa, per ora, con un patteggiamento.(p.b.)
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