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Pisa

anche il direttore della sorgente tesorino 

Associazione a delinquere e bancarotta: sei imputati

Associazione a delinquere e bancarotta: sei imputati

PISA. Tre fallimenti e sei richieste di rinvio a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta.È stata un’udienza preliminare in cui erano più gli assenti di chi avrebbe dovuto...

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PISA. Tre fallimenti e sei richieste di rinvio a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta.

È stata un’udienza preliminare in cui erano più gli assenti di chi avrebbe dovuto trovarsi davanti al gup Pietro Murano quella in cui sono imputate sei persone (una settima, residente a Cascina, è deceduta) che per la Procura, pm in aula Paola Rizzo, avevano avuto ruoli di responsabilità amministrativa in tre società dichiarate fallite in anni passati. Difetti di notifica agli imputati e anche alle parti offese, le curatele dei fallimenti, hanno indotto il giudice a fissare una nuova udienza a giugno.

Tra i sei per i quali la Procura vuole il processo figura anche il direttore generale della nuova proprietà della Sorgente Tesorino, il manager Alessandro Cassioli, 57 anni, di Cascina, un passato da dirigente bancario e consulente finanziario. L’azienda è assolutamente estranea ai fatti di cui deve rispondere il manager.

Il rinvio a giudizio è stato chiesto per Antonio Gerardo Catapano, 31 anni; Elio Buonaiuto, 69 anni; Carmela Avitabile, 47 anni; Alessandro Cassioli, 57 anni, cascinese; Giuseppina Fiorella Contestabile, 59 anni; Andrea Davini, 63 anni, di Pisa.

Sono tre le bancarotte riunite in un unico fascicolo dalla Procura.

La Impianti elettrici calabresi Srl di Reggio Calabria fallita nel 2011; la Liberatore Srl di Casoli (Chieti), settore acque minerali, fallita nel 2011 e la Immobiliare Gianluca Srl, fallita nel 2010 a Pisa. L’ultimo default ha messo insieme anche gli altri due in una sola inchiesta radicata a Pisa che, con tempi non frenetici, è arrivata all’udienza preliminare. Si torna in aula a giugno per le discussioni sulle richieste di rinvio a giudizio. L’accusa di associazione a delinquere “salva” il processo da una prescrizione imminente.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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