Il Tirreno

Pisa

sentenza del giudice di pace 

Sbanda sulla strada col sale antighiaccio: niente risarcimento

Sbanda sulla strada col sale antighiaccio: niente risarcimento

CALCI. Se il Comune sparge il sale su una strada ghiacciata, non potrà essere chiamato a pagare i danni solo per quello qualora avvenga un incidente. Lo ha scoperto a proprie spese una donna di Calci...

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CALCI. Se il Comune sparge il sale su una strada ghiacciata, non potrà essere chiamato a pagare i danni solo per quello qualora avvenga un incidente. Lo ha scoperto a proprie spese una donna di Calci che ha fatto causa al suo Comune: non solo non ha ottenuto il risarcimento per l’incidente che ha causato danni all’auto e a lei un colpo di frusta, ma dovrà pagare il proprio avvocato e anche 1.600 euro di spese legali.

Lo ha stabilito la sentenza numero 2 del 2018 del giudice di pace pisano. La causa è stata discussa davanti al giudice Bruno Neri e riguardava un sinistro del febbraio 2012, a Montemagno. Erano circa le 13.30 e la Renault guidata dalla donna era finita contro un muretto, a causa - spiegava l’automobilista - del sale che i cantonieri del Comune avevano sparso per rendere percorribile la strada, interessata da neve e ghiaccio per le bassissime temperature esterne che si erano verificate in quel periodo.

La donna chiedeva quindi di accertare la colpa esclusiva del Comune e di condannarlo al risarcimento. Ma l’ente, difeso dall’avvocato Davide Cerri, è riuscito a vincere la causa. La domanda non può essere accolta, rileva il giudice.

Che spiega: «L’automobilista è residente nella zona interessata: risulta che in quei giorni la temperatura era bassissima e che prevedibilmente si era formata neve ghiacciata lungo la strada, tanto che il Comune, nei giorni precedenti, aveva sparso sale per evitare il formarsi di lastre di ghiaccio e permettere una percorribilità quantomeno controllata. È nozione comune che lo spargimento di sale permette il transito, purché a basse velocità e con una condotta di guida particolarmente prudente: il sinistro è avvenuto su un tratto rettilineo e l’automobilista non ha riferito di alcun altro sinistro simile avvenuto nei medesimi giorni e luoghi».

Secondo il magistrato non è condivisibile l’assunto secondo cui lo spargimento di sale di per sé creava un’insidia o trabocchetto, altrimenti sarebbero avvenuti altri sinistri simili, e in generale tutti gli enti pubblici in inverno sarebbero colpevoli di creare pericoli occulti su tutte le strade di montagna, i quali dopo lo spargimento di sale diverrebbero vere insidie e dovrebbero essere chiusi al traffico. Nel rapporto della polizia municipale, aggiunge il giudice, si legge che l’automobilista ammette che ha bloccato le ruote in frenata probabilmente per spostarsi e agevolare il passaggio di un veicolo in senso inverso, perdendo il controllo. La circostanza veniva confermata da un testimone.

Nel parallelo procedimento civile già discusso nel 2013, si legge in sentenza che «è da attribuire all’automobilista quanto accaduto, confermando che se avesse tenuto una condotta consona allo stato dei luoghi certamente non sarebbe incorsa nel sinistro». Il precedente peraltro, afferma il giudice Neri, è conforme all’orientamento della sentenza 23584/2013 della Cassazione. Quindi ha rigettato la domanda della cittadina e l’ha condannata a pagare le spese: 1.300 euro oltre a 15% Iva e Cap.

Antonio Scuglia

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