Attenzione
I ladri nell'Atelier Serretti: è il tredicesimo furto in due mesi
Pisa: dal salone dei parrucchieri via piastre, soldi e cosmetici. Le scorse volte sparirono phon, iPad e computer. L'imprenditore: «Impossibile lavorare così»
PISA. I ladri dovevano essere bassi, snelli e parecchio agili. Perché il finestrino dal quale sono entrati è piccolo come quello di una Fiat 500. Pur essendo alto più di un metro da terra. È per questo che i malviventi, per arrampicarsi, hanno rubato pure una transenna arancione della viabilità, presa dalla strada e portata in un cortiletto che affaccia su via Crispi, con il cancello quasi sempre aperto.
Ennesimo colpo, nella notte fra lunedì 5 e martedì 6 febbraio, nell’Atelier di Maurizio Serretti. Siamo in via Manzoni, a pochi metri da Corso Italia. È il tredicesimo furto da dicembre a oggi, il quinto in 15 giorni. Il penultimo, nel noto salone dei parrucchieri, era avvenuto nella serata di sabato 3 febbraio. A poco, purtroppo, sono servite le precauzioni prese dall’imprenditore pisano, che ha rinforzato tutti gli ingressi, incluse le finestre. I ladri sono entrati lo stesso, prendendo ciò che era rimasto: 20 euro di fondo cassa, shampoo, cosmetici, phon e piastre professionali. Dopo aver già rubato iPad, computer e prodotti di ogni genere. Per un valore di migliaia di euro. «Stavolta speriamo di averlo beccato – spiega il titolare, Maurizio Serretti – visto che le telecamere erano in funzione. Io mi sono stufato, ogni volta, di andare a denunciare tutto alla polizia. I furti non finiscono mai: ci hanno rubato pure i documenti dell’amministrazione».
I malviventi sono entrati verso le due della notte, ma i dipendenti dell’Atelier hanno scoperto del colpo solo ieri mattina presto, quando sono entrati al lavoro. «Hanno silenziato l’allarme, che si è bloccato – è la ricostruzione della responsabile del salone, Adriana Garruto – e ci stanno causando una marea di danni: solo le piastre che vendiamo, ad esempio, costano 180-190 euro. Sono prodotti di marca, mica possiamo nasconderli ogni volta. Non c’è verso: se rinforzi una porta con i lucchetti, loro entrano da un’altra parte. Non sappiamo più come difenderci».
In molti, anche ieri mattina, si lamentavano del degrado in cui versa tutta la zona. Fuori da un negozio accanto all’Atelier, ad esempio, c’è una distesa di siringhe. «Me ne vado, mi trasferisco anche per questo», sostiene un commerciante che sta radunando tutta la merce per traslocare da un’altra parte. «Fanno sempre così, passano da quel cortiletto in via Crispi, è sempre aperto», sostiene una signora che abita nel condominio sopra il salone.
Anche una delle porte di ingresso dell’Atelier è segnata dai ladri. Hanno provato a forzarla, ma non sono entrati. Per questo, ora, passano dal retro. Da un giardinetto deserto, «dove ogni tanto qualcuno parcheggia la macchina», sostiene un dipendente. Quel cancello, spesso aperto, si trova lungo una via trafficata, ma «forse non ci abita nessuno», affermano dall’attività commerciale. L’Atelier, anche ieri, era aperto. Come se non fosse successo nulla. «Ma andare avanti così è difficile», conclude Maurizio Serretti.
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