Il Tirreno

Pisa

Patteggiano per il colpo alla Confesercenti

Patteggiano per il colpo alla Confesercenti

Pena di un anno con la condizionale per l’incensurato. 14 mesi a colui che aveva precedenti: resta in cella

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PISA. Arrestati in flagranza e rei confessi davanti al giudice che convalidò gli arresti, i due autori del furto di computer nella sede di Confesercenti in carcere da oltre due settimane, ieri mattina hanno patteggiato per furto aggravato.

Andrea Bizzarri, 28 anni, di Pisa, difeso dall’avvocato Antonella Antonelli, incensurato, ha patteggiato un anno con la condizionale ed è stato rimesso in libertà. Per Simone Fuso, 37 anni, nato a Monza e residente a Cesena, assistito dall’avvocato Francesco Zuccoli, la pena patteggiata è stata di 1 anno e 2 mesi senza la condizionale. Erano accusati anche di possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.

Dopo la lettura della sentenza da parte del giudice Beatrice Dani è stato riaccompagnato al Don Bosco.

Il raid nella sede dell’associazione in via Ponte a Piglieri a Porta a Mare non si concluse solo con il furto di alcuni computer. Confesercenti stimò un danno di almeno 20mila euro. Quello provocato da Bizzarri e Fuso per entrare nei locali, messi sottosopra alla ricerca di soldi e oggetti da rubare.

Quando vennero bloccati dagli agenti delle volanti in via Conte Fazio, entrambi ammisero ogni responsabilità. La videosorveglianza si era rivelata fondamentale per identificare e bloccare i due amici. Caratteristiche fisiche e abbigliamento coincidevano con la segnalazione diffusa subito dopo il colpo.

Dall’amarezza del furto alla soddisfazione per l’esito delle indagini vennero espresse dai vertici dell’associazione di categoria.

Luigi Micheletti, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord, disse al Tirreno: «Purtroppo la nostra città sta vivendo un periodo di emergenza criminalità come dimostrano anche i recenti furti ancora una volta a danno di attività commerciali. Ci auguriamo quindi che una maggiore azione di prevenzione sia messa in campo pur nelle ristrettezze di uomini a disposizione delle forze dell’ordine. Al nuovo questore abbiamo illustrato la situazione e proposto una serie di idee per migliorare la sicurezza: dal rafforzamento del rapporto tra operatori commerciali e forze dell’ordine già attivato con il precedente questore, ad un sistema di videosorveglianza che unisca lo sforzo di noi privati e quello dell’amministrazione comunale».(p.b.)

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