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Omicidio, Cassazione annulla la condanna

Omicidio, Cassazione annulla la condanna

Nuovo processo per un muratore che in appello aveva preso 4 anni e mezzo per il delitto del cognato

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PISA. Annullata dalla Cassazione la condanna a 4 anni e mezzo per omicidio preterintenzionale inflitta dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze a Lulzim Balla, 43 anni, muratore albanese.

La Suprema Corte ha disposto un nuovo processo per l’uomo che, nel dicembre 2011, durante una lite uccise il cognato Erind Ramaliu. Balla, assistito davanti agli ermellini, dagli avvocati Alberto Marchesi e Maria Concetta Gugliotta, comparirà di nuovo in aula. In primo grado, in abbreviato a Pisa, nel marzo 2014 era stato condannato a un anno e 8 mesi per eccesso colposo di legittima difesa. In secondo grado la corte aveva aggravato capo di imputazione e pena con una sentenza di 4 anni e mezzo per omicidio preterintenzionale con il sostituto procuratore generale che aveva invocato una sentenza di 7 anni. «È un grande risultato» commenta l’avvocato Gugliotta che assiste fin dal giorno dell’arresto il muratore di Vicopisano. La linea difensiva negli anni non è mai mutata. Per i legali Balla reagì a un'aggressione violenta da parte di quella che poi fu la vittima dello scontro. Tra gli atti depositati in primo grado c'era anche la trascrizione di un sms tra Ramaliu e la moglie inviato nelle ore precedenti al fatto di sangue. Il messaggio recita: «Stasera lo uccido», riferito a Balla. Il 43enne viveva da due mesi lontano dalla moglie, Erjola, una ragazza albanese come lui, che faceva la parrucchiera, e che dall'ottobre 2011 si era trasferita con la bambina a casa del fratello Erind, nella vecchia via Emilia, il proseguimento di via Cattaneo. Imputato e moglie si incontrarono per discutere dell'assegno di mantenimento che alla donna non bastava. Secondo Lulzim, il cognato, intervenuto nella discussione tra gli ex coniugi, con una livella da carpentiere lo avrebbe colpito più volte. Il muratore a quel punto avrebbe preso, dalla sua macchina, un coltello per colpire il cognato, al collo e al torace.(p.b.)

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di Redazione Pisa