Il Tirreno

Pisa

Migranti “bloccano” operatore: arrestati

di Pietro Barghigiani
Migranti “bloccano” operatore: arrestati

Protestavano per ottenere i documenti e gli impedivano di muoversi. Accusa di violenza privata, liberi dopo la convalida

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PISA. L’effetto scatenante è stato la mancata consegna dei documenti. Un sintomo di malessere, denunciato con modi ritenuti violenti, deflagrato con tre arresti. Stavolta le tensioni in un centro di accoglienza hanno fatto spuntare le manette.

È successo nell’ex Brichotel di Ponsacco (una quarantina di ospiti) lunedì pomeriggio quando i carabinieri sono stati chiamati da un operatore, un 42enne di origini lombarde, residente a Pisa, che li ha messi a conoscenza di quello che aveva appena subìto. Tre richiedenti asilo lo avevano circondato con modi minacciosi dopo aver chiuso la porta del suo ufficio impedendogli di entrare. Uno lo avrebbe anche afferrato per un polso. Lunghi minuti di faccia a faccia, con toni accesi, concluso con l’arrivo dei militari. E per i tre “contestatori” è scattato l’arresto per violenza privata. Si tratta di due ventenni della Guinea-Bissau e del Mali e un 27enne della Costa D’Avorio.

Ieri mattina, difesi dall’avvocato Paolo Pieracci, sono comparsi in aula per la direttissima. Il giudice Raffaella Poggi ha convalidato l’arresto aggiornando l’udienza per il dibattimento a giugno. Li ha poi rimessi in libertà senza alcuna misura cautelare da osservare, mentre il pm onorario Vincenzo Molinaro aveva chiesto il divieto di dimora nel comune di Ponsacco.

Stando all’accusa i tre richiedenti asilo hanno inscenato, insieme ad altri immigrati, una protesta nei confronti della cooperativa che gestisce il centro (la stessa della Tinaia, ndr) motivata dai ritardi nel rilascio della documentazione circa lo stato di rifugiato politico.

«Quei documenti ci spettano» hanno urlato gli ospiti, tre dei quali, quelli arrestati, si sono distinti con azioni giudicate illecite. E qui che è scattato il reato di violenza privata, secondo i carabinieri. Hanno circondato l’operatore con cui si vedono quasi tutti i giorni. Alle richieste di accedere ai documenti i no del 42enne hanno innescato una serie di reazioni. La prima è stata quella di chiudere con una sorta di catenaccio la stanza adibita a ufficio. Di fatto gli hanno impedito di entrare nel suo ambiente di lavoro. Poi lo hanno circondato continuando a pretendere i documenti. Non gli veniva data la possibilità di spostarsi, né di uscire da quella situazione.

Anche senza costrizioni fisiche, nonostante uno dei tre gli abbia tenuto fermo un polso, l’operatore è stato obbligato a restare in mezzo ai tre contestatori improvvisati. Solo quando la tensione si è allentata “l’ostaggio” ha potuto chiamare i carabinieri.

Ieri mattina in aula gli arrestati hanno delegato un portavoce a parlare con il giudice. E in occasione della direttissima hanno spiegato cosa c’è a monte dell’episodio degenerato in arresto. «Con i gestori del centro manca il dialogo – hanno ribadito –. Le condizioni della struttura non sono delle migliori e chi la gestisce non considera le nostre ragioni». I “ribelli” ieri pomeriggio sono rientrati nel centro.

Sulla vicenda è intervenuta su Facebook anche la sindaca leghista di Cascina, Susanna Ceccardi, con un post nel quale spiega che «il centro di accoglienza di Ponsacco gestito dalla stessa società» che opera a Cascina, contro la quale da mesi ha intrapreso un braccio di ferro legale culminato con una recente sentenza del Tar, che ha di fatto annullato l'ordinanza sindacale su una serie do opere compiute all'interno del centro di accoglienza della Tinaia. Per i giudici amministrativi, infatti, quegli abusi sarebbero “giustificati" dalla situazione di emergenza cui il centro deve far fronte per ospitare i migranti. Il pronunciamento del Tar è stato aspramente criticato dall'esponente del Carroccio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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