La manifestazione
Alessio e Kevin, domani l’ultimo saluto
L’addio ai due amici deceduti nell’auto finita nello Scolmatore dopo un frontale sul ponte di Stagno
PISA. Sono state eseguite le autopsie sui corpi dei due ragazzi di 21 anni scomparsi nel tragico incidente di Stagno, con i risultati che saranno poi decisivi per l’indagine aperta dalla Procura. Le salme saranno esposte nella mattinata di oggi al cimitero dei Lupi, mentre i funerali verranno celebrati domani: quello di Alessio Falleni, ex studente dell’istituto alberghiero Matteotti, sarà celebrato alle 14,30 ai Lupi con il trasferimento al tempio crematorio, mentre l’ultimo addio a Kevin Chirra sarà alle 15 alla chiesa di San Luca a Stagno (la partenza del corteo funebre dal cimitero è fissata alle 14,30). Saranno momenti terribili, strazianti, tra il dolore dei familiari e le lacrime di centinaia di amici.
Intanto, resta viva la polemica sulla sicurezza del guard-rail del ponte dal quale l’auto dei due amici è finita nel canale dello Scolmatore.
«La barriera era inadeguata, avrebbe dovuto esservi installato un guard-rail»: lo scrive l’ingegner Domenico Trovato, consulente della Procura nel processo per omicidio colposo a due dirigenti dell’Anas, nella perizia di otto anni fa sul ponte dello Scolmatore, dove nel 2004 perse la vita Erika Campeol. «Il parapetto è insicuro e non idoneo a contenere eventuali fuoriuscite di auto dalla sede stradale»: lo certifica la giudice del tribunale civile di Livorno Emilia Grassi, nel 2012, tra le motivazioni della condanna alla società responsabile di quel tratto di strada, tra Stagno e Camp Darby. E allora perché, in tutto questo tempo, niente è stato fatto? Come mai il parapetto, nonostante la sentenza, non è stato sostituito con un guardrail? Il Tirreno ha contattato l’Anas sia lunedì che ieri per avere una risposta, ma dagli uffici fanno sapere «che stanno raccogliendo l’informativa dall’ufficio legale per spiegare quello che è accaduto».
Erika Campeol, 19 anni, morì dopo aver perso il controllo della sua Clio su quel ponte: fatale un palo del parapetto in ferro, che la colpì nello schianto. Da quel giorno ci sono stati due processi, uno penale con l’imputazione dei due dirigenti dell’Anas (è andato in prescrizione) e uno civile con il 70% di colpa alla ragazza che andava a 80-100 chilometri orari e il restante 30% alla società che ha risarcito la famiglia con 150mila euro.
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