Il Tirreno

Pisa

Rapinato accusa l’imputato: «Sì, è stato lui a picchiarmi»

Pietro Barghigiani
Rapinato accusa l’imputato: «Sì, è stato lui a picchiarmi»

La parte offesa in aula indica senza indugio un giovane in carcere da luglio per l’episodio. «Ero appena uscito da un locale quando mi assalì per rubarmi portafogli e cellulare»

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PISA. «Sì, lo riconosco. È stato lui ad aggredirmi e a prendermi portafogli e cellulare» indica con il braccio teso e l’indice rivolto verso l’imputato che siede accanto ai suoi legali. Un riconoscimento pieno quello di Federico Fossi, 36 anni, pisano, residente a Volterra, a carico di Giaafar Bassit, 19 anni, marocchino, in carcere da luglio per rapina e lesioni. Gli stessi reati contestati in aula davanti al giudice Maria Grazia Grieco e al pm onorario Evelina Lalli.

Fossi ha ricordato gli attimi dell’aggressione, avvenuta a fine giugno sulla litoranea a Marina di Pisa dopo essere uscito da un locale. «Ero uscito intorno alle 4 quando una persona mi ha assalito iniziando a prendermi a schiaffi in faccia – ha esordito il teste –. La zona era buia. Non ci ha visti nessuno. Quando sono caduto ha proseguito con schiaffi e pugni. Ho cercato di difendermi, inutilmente. Mi ha preso portafoglio e cellulare».

Sollecitato dalle domande dell’accusa, il teste ha riferito anche quanto è accaduto dopo fino al soccorso occasionale di un’ambulanza della Palp di Marina. «Prima sono andato all’esterno del locale, ma nessuno mi ha aiutato – ha proseguito –. Poi mi sono diretto verso il centro e solo per caso quando ero in un bar è arrivata un’ambulanza». A Fossi in ospedale avevano diagnosticato la rottura del setto nasale, due costole lussate, un trauma cranico e vari lividi. Un attacco di una violenza esagerata. «Con fare minaccioso ha cominciato a urlare “Vieni qui. Vieni qui”. Ho cercato di scappare, ma mi ha raggiunto e mi ha fatto cadere in terra. A quel punto ha iniziato a colpirmi con pugni e calci e poi mi ha rubato il cellulare e i soldi che avevo nel portafoglio» aveva raccontato al nostro giornale subito dopo l’episodio.

Fin qui il racconto del fatto. Dall’assalto al soccorso. Una versione in linea con quanto venne messo a verbale dopo l’aggressione con rapina. Quando il pm onorario ha rivolto al teste la domanda clou, Fossi non ha esitato un istante. «Saprebbe riconoscere l’autore?» gli ha chiesto la dottoressa Lalli. D’istinto Fossi ha risposto: «È lui», puntando l’indice contro Bassit, assistito dagli avvocati Valerio Uliana e Iole Bonacci. Gli hanno fatto vedere anche una serie di foto e senza indugio il teste ha ribadito l’attribuzione del volto all’imputato. Quello che in una notte di fine giugno lo attese all’esterno di un locale e per prendergli portafogli e cellulare lo picchiò mandandolo in ospedale. Prossima udienza la prossima settimana per la probabile sentenza.
 

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