La manifestazione
Più sinergia fra Asl e Aoup: ora lo certifica un documento
PISA. «Due le priorità. La formazione dei medici chirurghi con la simulazione degli interventi robotici senza paziente e l’intensificazione del coordinamento tra Azienda Ospedaliero-Universitaria...
PISA. «Due le priorità. La formazione dei medici chirurghi con la simulazione degli interventi robotici senza paziente e l’intensificazione del coordinamento tra Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e Asl per decidere quale medico mandare nei reparti».
Il rettore dell'Università di Pisa, Paolo Mancarella, va dritto al punto. Ha tutta l’intenzione di declinare il protocollo firmato ieri in Regione su più formazione per i medici chirurghi e più dialogo fra l’Asl e l’Aoup. Obiettivi generali del protocollo: rafforzare la collaborazione tra Servizio sanitario e università in tema di integrazione tra attività assistenziali, formative e di ricerca. Insieme a Mancarella gli altri due rettori: Luigi Dei per l’Università di Firenze e Francesco Frati per Siena. Oltre al presidente della Regione, Enrico Rossi, e l’assessora alla salute Stefania Saccardi. Occhi puntati, però, sul polo pisano. Vediamo la formazione dei medici chirurghi. A Cisanello un centro per migliorare le loro prestazioni c’è già. I medici chirurghi, giovani e non, si specializzano all’Endocas di via Paradisa, un fiore all’occhiello dell’università a livello nazionale. Con la simulazione degli interventi capita di avere “sotto i ferri” un manichino, ma non è detto.
L’importante è che i chirurghi imparino a utilizzare al meglio i robot di ultima generazione. La pratica simulata serve a commettere meno errori quando sono in sala operatoria e il paziente è una persona in carne ed ossa. L’altra priorità è l’intensificazione del coordinamento tra Aoup e Asl. «Sono aspetti di tipo organizzativo-gestionale fondamentali per il buon funzionamento degli ospedali – dice Mancarella – ma al momento ci sono grossi problemi per coordinare le esigenze dei medici universitari con quelli ospedalieri. Gli uffici amministrativi dell’università e quelli dell’azienda sanitaria devono dialogare di più per decidere quale medico mandare nei reparti d’ospedale».
A dirla tutta: ci stanno già provando, ma la collaborazione deve crescere. Un esempio? A Cisanello operano sia medici universitari che ospedalieri. Capita che manchi un medico in reparto. Se gli uffici dialogano meglio, sarà più facile mandare un dottore universitario al suo posto. Altro fiore all’occhiello dell’Università di Pisa: la ricerca sui big data. L’università collabora col Cnr e il Sant’Anna al consorzio “So Big Data”. Col protocollo firmato a Firenze la ricerca in campo medico utilizzerà ancora di più le ultime scoperte statistiche sui big data. «Ma a livello regionale – dice il presidente Enrico Rossi – c’è la voglia di studiare insieme un sistema per brevettare i risultati della ricerca». Ecco perché – aggiunge l’assessora Saccardi – «mettiamo a disposizione l’Ufficio brevettazione affinché i risultati della ricerca rimangano a disposizione della Toscana».
Samuele Bartolini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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