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Pisa

Nuovo amministratore all’Istituto vendite

Nuovo amministratore all’Istituto vendite

La nomina decisa per garantire l’operatività dell’Ivg dopo gli arresti di Luvisotti e Avino

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PISA. Nuovo amministratore per l’Istituto vendite giudiziarie, decapitato il 9 gennaio scorso dall’inchiesta della Procura di Massa, “La giustizia di Zorro” al centro della quale c’è il giudice del Tribunale di Pisa, Roberto Bufo, accusato di essere il promotore di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari e alla turbativa d’asta, peculato e falso in atto pubblico.

In tutto sono stati sette gli arresti, di cui due ai domiciliari riguardano proprio l’Ivg. Quelli di Virgilio Luvisotti, 84 anni, di Rigoli, fondatore e direttore dell’istituto e di Giovanni Avino, 35 anni di Pisa, vice direttore. Era comunque Avino l’amministratore con poteri di firma. Di qui la necessità di sostituirlo per garantire l’operatività dell’istituto. Il suo posto è stato preso da Francesco Casella, banditore d’asta dell’Ivg. Una soluzione interna in attesa degli sviluppi sulla sorte di Luvisotti e Avino.

Il legale dell’84enne ex consigliere regionale e comunale, l’avvocato Andrea Da Prato ha discusso ieri per due ore davanti al Tribunale del Riesame di Genova il ricorso per chiedere la revoca degli arresti domiciliari. «Confidiamo in una magistratura serena e terza» è il suo commento.

Ha, invece, rinunciato al riesame per Avino l’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio.

A entrambi viene contestata la corruzione in atti giudiziari per aver promesso, secondo l’accusa, un’auto al giudice Bufo in cambio della gestione di vendita e custodia di uno yacht da parte dell’Ivg di cui era direttore. Tutti e due, nell’interrogatorio di garanzia, hanno ribadito di non aver mai promesso il trasferimento dell’auto al magistrato che dispose la vendita dell’imbarcazione di lusso. Nel corso del confronto con il gip Giuseppe Laghezza, Luvisotti aveva precisato di non sapere a chi l’auto, messa all’asta dall’Ivg, fosse stata venduta. A comprarla fu un autosalone lucchese. All’epoca l’ex proprietario dell’Istituto vendite giudiziarie di San Giuliano Terme era alle prese con un serio problema di salute e si trovava in ospedale. C’è poi la questione delle date. Lo yacht è stato aggiudicato nel giugno 2016 (con un rialzo a favore dei creditori di oltre un milione di euro, ndr) a un messicano residente in Florida e pagato con il versamento dei 4,8 milioni di euro ad agosto, mentre il decreto di trasferimento è del febbraio 2017. La conversazione intercettata sul tema auto tra Bufo e un altro degli arrestati (l’avvocato Oberto Cecchetti, ndr) risale al maggio 2017. «Quando Luvisotti era in ospedale dopo aver subìto un’operazione importante e non pensava certo a Bufo e all’auto di cui si parla nell’inchiesta anche perché l’Ivg non era più suo» spiegò il legale. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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