Sicurezza
Buttano fuori i cani aprono la cassaforte e rubano tutto l’oro
Irruzione dei ladri a casa di un’impiegata a La Corte, a Calci L’appello: «Erano i gioielli di mia madre morta, ve li compro»
CALCI. Nuovo colpo in Valgraziosa. Il territorio è sempre nel mirino dei ladri, che nonostante l’impegno dei carabinieri e degli agenti della polizia municipale riescono quasi sempre a farla franca. Stavolta i malviventi hanno agito dopocena, entrando nell’appartamento al piano terra dell’impiegata Carmen Loiero, dopo avere forzato gli infissi di ingresso e scardinando il cancello che immette al giardino.
L’abitazione si trova al civico 16 di via Pacinotti, a La Corte, nel comune di Calci. Una località un tempo abbastanza tranquilla, ma di recente divenuta teatro di inquietanti episodi di cronaca nera. Si pensi ai furti ai danni del pensionato Franco Bonanni, al secondo piano della casa popolare di via Buozzi (rubati gioielli per quasi 10mila euro) dopo la scalata della grondaia, e all’assalto portato al circolo de La Corte, all’inizio del Ponte dello Zucchini (asportati i soldi della cassa). Per non parlare degli atti vandalici perpetrati in varie direzioni, come il taglio delle ruote delle auto al parcheggio attiguo il Ponte di Menco.
Ora il raid ai danni di Carmen Loiero, così come ce lo racconta la diretta interessata: «Sabato sera avevo un appuntamento a Lucca. Quando sono rientrata, mi sono accorta immediatamente che qualcosa non era a posto. Asia e Kelly, i miei cani, erano stati estromessi da casa e si trovavano all’aperto nel terreno circostante. Il cancello risultava forzato. L’irruzione all’interno degli indesiderati ospiti, ritengo che fossero due, è stata contrassegnata dai cassetti aperti dei comò, sia in camera da letto che in sala. Ma i ladri avevano chiaramente un obiettivo preciso, la cassaforte. Sembra che sapessero dove fosse posizionata. Hanno tolto il quadro alla parete che la occultava, in prossimità di un angolo della sala. Le chiavi si trovavano in una scrivania. A quel punto non è stato difficile aprire il forziere».
Carmen evidenzia tutto il suo sgomento: «Hanno arraffato tutti gli oggetti in oro – precisa – Spariti la grossa catena, i bracciali, le spille, gli anelli. Un valore inestimabile, particolare sul piano affettivo perché erano appartenute alla mia mamma adorata, scomparsa 15 anni fa. Sarei perfino tentata di fare un appello a chi ha portato via quei gioielli, proponendogli di vendermeli. Insomma li vorrei comprare. Mi diano indietro l’oro io pagherò l’equivalente in denaro. I pezzi in argento non li hanno toccati».
Loiero è rimasta colpita dalla facilità con la quale i malviventi hanno colpito, trovando immediatamente la cassaforte murata. «Potrebbe anche prendere corpo il sospetto su qualcuno di vicino – continua la donna – che spia i movimenti delle vittime predestinate al furto. Va da sé che, come ho detto e ripetuto agli uomini della polizia di Stato venuti a effettuare i rilievi dopo la denuncia presentata, risultano davvero troppi i furti che qui si consumano. Assistiamo a un’escalation impressionante. La gente non ne può più e invoca maggiori controlli. I cittadini onesti mostrano sempre meno fiducia nelle istituzioni e soprattutto invocano la certezza della pena. Così non può continuare – conclude Carmen Loiero –. Proprio no».
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