Il Tirreno

Pisa

Ordini e operai ci sono, ma l’iter è bloccato

di Danilo Renzullo
Ordini e operai ci sono, ma l’iter è bloccato

Il caso dei Cantieri di Pisa: presentato il piano economico della società interessata all’acquisto, commesse per sette imbarcazioni

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PISA. Quasi la metà degli operai potrebbe tornare subito nello stabilimento attraverso la procedura di affitto di ramo d’azienda. L’intera forza lavoro, dallo scorso marzo in cassa integrazione, reintegrata invece con l’acquisizione definitiva. Il destino dei Cantieri di Pisa e dei suoi circa 30 operai rimane nelle mani dei tre curatori fallimentari (i commercialisti Maurizio Ferro, Alberto Marchese e Stefano Pasquali) nominati dal giudice delegato del Tribunale di Savona Cristina Tabacchi per “traghettare” la Mondomarine spa - la società guidata dagli imprenditori Roberto Zambrini e dall’ex presidente di Mps Alessandro Falciai dichiarata fallita ad inizio gennaio - verso l’adunata dei creditori prevista per il prossimo 18 aprile. Sarebbe ancora in fase di valutazione la proposta della Tquest Holding wll, il gruppo internazionale che lo scorso dicembre si è fatto avanti per rilevare lo storico marchio della nautica pisana proponendo anche il temporaneo affitto di ramo d’azienda in attesa dell’asta per l’assegnazione definitiva dello stabilimento della Darsena. I tempi iniziano però a stringere. La proposta presentata dal gruppo già attivo nel mondo della nautica per la temporanea acquisizione dei Cantieri di Pisa è stata “ritirata” dai curatori fallimentari per le necessarie verifiche. Lo stesso non hanno però fatto con le garanzie economiche che il possibile acquirente avrebbe voluto depositare per portare avanti l’iter che lo scorso dicembre si è concretizzato per l’altro ramo d’azienda della Mondomarine spa, gli ex Cantieri Campanella di Savona “ceduti” temporaneamente alla Palumbo group.

Impasse che continua a tenere con il fiato sospeso i circa 30 operai dello stabilimento da quasi un anno in cassa integrazione dopo la crisi finanziaria che lo scorso marzo ha improvvisamente colpito la Mondomarine spa costringendo la società ad interrompere tutte le lavorazioni. Che potrebbero ripartire con l’arrivo all’ombra della Torre del gruppo straniero che ha messo nero su bianco un piano industriale ritenuto credibile e affidabile anche dalle rappresentanze sindacali. In caso di affitto di ramo d’azienda, il piano prevede il ritorno al lavoro di 11 operai, in particolare per attività di manutenzione. Con l’acquisizione, il gruppo provvederebbe invece al reintegro dell’intera forza lavoro e al completamento delle quattro barche presenti nello stabilimento. Almeno altre sette imbarcazioni sarebbero invece pronte per la costruzione.

Sull’iter resta ancora aperta anche la vicenda delle concessioni demaniali, anche se la Navicelli spa, la società di gestione del canale e dei suoi terreni, da tempo si è detta disponibile a pubblicare un bando per riassegnarle. Una settimana fa, dopo un incontro tra una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali dei Cantieri con i capigruppo a Palazzo Gambacorti, il consiglio comunale ha votato all’unanimità un ordine del giorno presentato da Una città in comune-Prc per chiedere «un incontro con tutti i soggetti interessati per discutere della questione delle concessioni demaniali e per individuare i percorsi più opportuni affinché si possa trovare una soluzione positiva a questa vertenza». Le concessioni, assegnate alla società Porta a Mare srl, saranno date in subconcessione in caso di affitto di ramo d’affitto (procedura già autorizzata con l’arrivo della Mondomarine spa) e revocate, per poi essere assegnate tramite una gara ad evidenza pubblica, al termine della gara per l’acquisizione dello storico marchio della nautica pisana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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