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Leopolda gremita E nessuno dice no

Leopolda gremita E nessuno dice no

Gli ultras del Pisa invitano tutti a giocare a carte scoperte

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PISA. Alla stazione Leopolda i tifosi del Pisa c’erano già stati il 6 dicembre del 2016, in un momento drammatico per il club, per esprimere la rabbia della città verso una proprietà, quella di Fabio Petroni, che restava in arretrato di mesi e mesi di stipendi, rimborsi e pagamenti ma non sembrava voler mollare la presa mettendo a repentaglio la continuazione del campionato dei nerazzurri. I tifosi volevano che la famiglia Corrado potesse comprare il Pisa e che Petroni non si opponesse con richieste inaccoglibili. E alla fine Pisa vinse.

Ieri la Leopolda era di nuovo piena, ma per capire le reali posizioni delle parti in causa sulla ristrutturazione dell’Arena, importantissima per il futuro del Pisa. Centinaia di tifosi seduti in tutta la sala, altre centinaia rimaste in piedi per un confronto pubblico sentitissimo e dai toni a tratti anche accesi. Un incontro che è iniziato alle 21.30 e si è protratto sin quasi a mezzanotte, con domande e interventi dei tifosi ma anche e soprattutto con le opinioni espresse dagli addetti ai lavori, come il presidente del Pisa Corrado, l’amministratore delegato di Ire Alessandro Pasquarelli («Non temete, lo stadio lo finiamo, e di questo sono sicuro», ha affermato) e l’avvocato Giuseppe Toscano che ha ribadito l’entusiasmo per un progetto che aveva già collaborato a presentare al palazzo dei Congressi: «Il tipo di percorso scelto non allunga i tempi. E il problema della variante non esiste più se in Consiglio si delibera, semplicemente, che lo stadio resta dov’è».

Ma chi era chiamato a declinare la propria posizione, a favore o contro il restyling dello stadio, erano i politici. La necessità del progetto è stata sostenuta a spada tratta dal sindaco Filippeschi, dall’assessore Serfogli ma anche dal consigliere di opposizione Raffaele Latrofa, con grande veemenza, e da candidati alle prossime Comunali (Maria Chiara Zippel, candidata sindaco, e Walter Tramonte). Ma chi era contro? Nessuno dei politici presenti ha dichiarato la propria opposizione alla nuova Arena. C’è però chi ha chiesto chiarimenti sugli strumenti scelti per il percorso burocratico e sul soggetto Dea Capital o integrazioni sul piano economico-finanziario, rispettivamente Simonetta Ghezzani e Ciccio Auletta. La posizione dei Movimento 5 Stelle è stata chiarita da Valeria Antoni: «Mai detto che siamo contro la nuova Arena. Noi siamo a favore del restyling, quello che non ci convince è l’alienazione perché il Comune deve rimanere proprietario e può essere fatta invece una concessione anche lunghissima».

L’umore della platea è stato decisamente più orientato verso un sì al progetto e a una velocizzazione del procedimento, con un preoccupato brusìo alla notizia che l’Agenzia del Territorio si è riservata un tempo sino al 30 aprile per la perizia sul valore dello stadio, data che impedirebbe all’attuale consiglio comunale di andare avanti con le delibere. Serfogli peraltro ha spiegato che quella è sì la data-limite ma già all’inizio di marzo la valutazione potrebbe arrivare. Ai rilievo di un residente di via Galluppi sui parcheggi e le antenne telefoniche, Corrado ha risposto rinnovando la sua disponibilità per un incontro pubblico in cui prendere nota delle necessità dei cittadini de quartiere.

Avevano spiegato i gruppi della curva Nord, organizzatori dell’evento: «Vorremmo che non rinunciassero alla presenza tutti quei soggetti che in questo momento si dicono contrari, o pensano di esserlo: l’invito è rivolto anche e principalmente a loro, sicuramente è da pareri discordanti che si arricchirà la discussione e magari si troverà la strada più corretta per perseguire il nostro obiettivo. Obiettivo che non è dar ragione a questo o a quello, né tirare la volata a qualcuno, ma trovare una soluzione condivisa per arrivare in tempi brevi e senza ostacoli pregiudiziali alla sospirata realizzazione del nuovo stadio e conseguentemente alla riqualificazione del quartiere che lo ospita. Sarebbe inutile tenere una riunione a senso unico, dove si è tutti d’accordo, e poi scoprire dal giorno dopo che non è così per mezzo di freddi comunicati o interviste».

Si è parlato anche della capienza attuale dell’Arena, con 291 posti che potrebbero essere recuperati nel “curvino” della Nord adiacente alla tribuna per i playoff. E a fine assemblea è arrivata la notizia che ad aprile si inaugurerà il Parco di Mau.

Antonio Scuglia

Andrea Chiavacci

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