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Il progetto arriva in consiglio

Il progetto arriva in consiglio

Discussione nella seduta di giovedì 15 su un atto di indirizzo politico

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PISA. Se non ci saranno cambiamenti in extremis, giovedì 15 febbraio l’Arena-restyling approderà in consiglio comunale. Il tema è stato appena accennato nella conferenza dei capigruppo che si è tenuta ieri mattina. Ma se ne discuterà di nuovo la prossima settimana, proprio in previsione dell’ordine del giorno che sarà portato nel consiglio di Palazzo Gambacorti. È direttamente il sindaco Marco Filippeschi a voler stringere i tempi su questo passaggio, per quanto possibile.

Quello che dovrebbe giungere in consiglio è un atto di indirizzo politico: servirà a ribadire l’intenzione, anzitutto della maggioranza, di procedere con l’iter della valorizzazione dello stadio, secondo il progetto indicato dalla società Dea Capital Real Estate (che fa riferimento anche alla Viris Spa e alla Ire di Pasquarelli, dunque in ultima battuta a Corrado e al Pisa Sc). Non potrà essere proposta una deliberazione vera e propria, in assenza degli elementi più concreti. A cominciare dalle stime dell’Agenzia del Territorio sul valore dell’Arena Garibaldi (proprietà dell’impianto e diritto di superficie), per le quali dovrebbe servire più tempo.

Per avere un quadro completo manca ancora la parte del progetto che va oltre il ridisegno dello stadio, dunque gli interventi a beneficio del quartiere di Porta a Lucca. E manca anche il piano economico finanziario che dovrà specificare nel dettaglio quella che sarà la sostenibilità nel tempo dell’investimento da 25-30 milioni di euro per il restyling.

La procedura individuata resta quella ben spiegata da Andrea Abodi, presidente del Credito Sportivo, una delle banche che si è detta disponibile a sostenere l’operazione-Arena. Una banca pubblica (anzi «l’unica banca pubblica a servizio del Paese per il sostegno allo sport e alla cultura», si legge sul sito di Cs), così come Invimit, Investimenti Immobiliari Italiani Sgr Spa, società del ministero dell’Economia. Queste sono le principali fonti di finanziamento della nuova Arena, tanto da poter essere coinvolte, molto probabilmente, anche come soci.

Il restyling dell’Arena è quindi un’operazione che mette insieme lavori (all’impianto sportivo, nel quartiere) e successiva gestione, forse su base trentennale. La gestione sarà di un fondo appositamente costituito e che vedrà come attori principali il Comune, le due banche e il Pisa Sporting Club, che dovrà acquisire un pacchetto di quote. I manager del fondo, attraverso la gestione dell’Arena (locali a fini commerciali, parcheggi, eventi non solo sportivi), dovranno recuperare utili con i quali finanziare i lavori, dare un rendimento al fondo (da spartire tra i quotisti) e sostenere le attività della società nerazzurra.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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