Il Tirreno

Pisa

Concerti fino a notte e «anarchici nudi» nell’ex centrale Enel

di Stefano Taglione
L'ex centrale Enel di Porta a Lucca
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L'ex centrale Enel di Porta a Lucca

Pisa: proteste a Porta a Lucca dopo l’ennesima occupazione. Un residente: «Rubata una ruota dagli scavi della fibra ottica»

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PISA. Sporcizia e degrado. Lo hanno ribattezzato “Galeone occupato”. D’estate concerti fino a tarda notte e ogni giorno «persone nude nel giardino, sotto gli occhi dei passanti». Siamo in via Firenze, nel quartiere di Porta a Lucca. Dove i residenti sono esasperati. Da maggio – spiegano – l’ex centrale dell’Enel è diventata la casa degli anarchici. Che il 24 gennaio avrebbero perfino «rubato una ruota di legno che avvolgeva i cavi della fibra ottica», sostiene l’assicuratore Fabio Stefano Zanivan, un valdostano che vive e lavora in zona.

Non è un caso che la ruota sia ancora lì, nel terreno conquistato dalla “ciurma del Galeone”. Si firma così il gruppo di persone che ha occupato il palazzo in disuso. E che ha infilato nelle cassette postali del quartiere volantini per spiegare l’occupazione, rivendicata pure sulla pensilina del bus. «Sono 5-6 persone – rivela Zanivan – ma d’estate aumentano e a cena fanno le tavolate. Di per sé non danno noia, ma i problemi sono il degrado in cui versa il quartiere e il fatto che possano rubare di nuovo. La ruota in legno l’hanno presa da un cantiere della fibra ottica, dopo aver srotolato i fili. Eppure non sono poveri – conclude il broker – dato che guidano le auto e una settimana fa hanno portato dentro una cucina e gli elettrodomestici nuovi di zecca».

Zanivan non è l’unico a lamentarsi. «Ho paura a mandare mio figlio in giro da solo», commenta (chiedendo l’anonimato) un residente della vicina via Olbia. «Ora non li sento fare confusione, ma è vero, ci sono molte proteste», racconta un anziano alla fermata del pullman. L’ex centrale dell’Enel era stata sgomberata già un anno fa, quando furono cacciate le sei persone che ci vivevano abusivamente, poi denunciate dalla polizia. Ma è bastato attendere pochi mesi per la nuova irruzione. «All’inizio gli anarchici si erano attaccati a un cavo dell’Enel – prosegue Zanivan – poi ho chiamato il numero verde e gliel’hanno staccato. Ora hanno dei gruppi elettrogeni. Il piano terra dell’edificio è una sala musicale, suonano e cantano».

Davide Durantini, imprenditore, è il titolare della carrozzeria Tirreno di via Lucchese. La sua azienda confina proprio con il “Galeone occupato”. A dividerli una rete. «Sono dei bravi ragazzi, ma a volte uno di loro gira completamente nudo – sostiene – e certamente quando porto i miei clienti in ufficio non è un bello spettacolo. Di sicuro non ne beneficio». Durantini non abita in zona, quindi di notte (quando a detta dei residenti c’è più confusione) lui non c’è. «Di giorno è tutto tranquillo – prosegue il carrozziere – però, come si può vedere dall’esterno, i danni non mancano».
 

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