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le scelte di renzi: LE reazioni/2 

Pieroni: premiati i fedelissimi

Pieroni: premiati i fedelissimi

Il consigliere: assurdo il solo pensare a Giani dopo la vicenda Galilei

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PISA. «Candidature Pd frutto di cooptazione e fedeltà». A parlare è Andrea Pieroni, consigliere regionale, lettiano. «Possibile - dice - che nella città capoluogo della seconda provincia toscana non ci sia stata la forza politica di assicurare la ricandidatura di Federico Gelli, parlamentare uscente, nonostante i due documenti a supporto della direzione provinciale? Possibile che non ci sia stata la volontà politica di proporre una candidatura forte ed autorevole dell’area pisana che potesse fare da traino anche in vista delle imminenti elezioni comunali? Mi chiedo poi con quale logica e con quali intenti si sia solo potuto pensare, al netto delle capacità e delle indiscusse doti personali, di candidare a Pisa colei che, rappresentando Toscana Aeroporti, avrebbe inevitabilmente alimentato e rinfocolato tensioni e polemiche su questioni tuttora aperte, come quelle delle esternalizzazioni e della vicenda sullo stazionamento dei pullman privati che collegano Pisa con Firenze».

Ma lo sconcerto sulle liste, per Pieroni, passa in secondo piano «se paragonato alla prospettiva, che molti osservatori politici tracciano con sempre maggiore frequenza, di un Pd destinato a cambiare la propria radice genetica, trasformandosi da partito aperto, inclusivo, dialogante a partito costruito ad immagine e somiglianza del capo, imperniato sui meccanismi di cooptazione e fedeltà. Oppure, come qualcuno dice e scrive, che il Pd e la sua originaria natura diventino un intralcio ed un impiccio alle aspirazioni del leader, già pronto a costruire in Italia una sua personale prospettiva “macroniana”, magari passando attraverso un accordo parlamentare con Berlusconi. Non so se questo avverrà. Auspico fermamente che ciò non accada.

«Certo - conclude Pieroni - dovendo giudicare dalla logica e dal metodo con cui le liste sono state costruite, allo scopo di chiudersi e di blindarsi, la percezione che ne traiamo è di arroccamento, nel segno della paura e della difesa. Non un viatico adeguato per una campagna elettorale mai così convulsa e complicata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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