Attenzione
Il commerciante ritorna in libertà
Scarcerato dal giudice l’uomo in cella da sabato, il gip non ha rilevato gravi indizi di colpevolezza a suo carico
PISA. Scarcerato. Non ci sono gravi indizi di colpevolezza. E per il commerciante del litorale ieri mattina si sono aperte le porte del Don Bosco dove era entrato sabato pomeriggio con l’accusa di aver fatto sesso con minorenni. O meglio la contestazione iniziale dei carabinieri era quella di violenza sessuale. Ipotesi che ieri mattina il gip Donato D’Auria ha inquadrato in una fattispecie meno grave, quella degli atti sessuali con minorenni. Ma anche affrontando il caso con quel tipo di reato, il giudice nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto ha ritenuto che non ci sono indizi sufficienti per una misura cautelare. Neanche ai domiciliari, figuriamoci in cella. Di qui la decisione, accogliendo la richiesta dell’avvocato Fabrizio Bianchi, di rimettere in libertà il commerciante senza alcun obbligo.
Soddisfatto il legale dell’uomo che sabato pomeriggio è stato prelevato dai carabinieri da un appartamento del litorale e trasferito in cella dopo un passaggio in caserma.
«Il gip, su mia sollecitazione dopo una rilettura attenta dei fatti, ha rilevato la mancanza del requisito fondamentale per decidere un arresto: i gravi indizi di colpevolezza - spiega l’avvocato Bianchi – Ho sottolineato alcuni passaggi che risultavano decisamente contraddittori con quella che era la teoria accusatoria».
Sono pacifici e non contestati i rapporti sessuali tra il commerciante e la 17enne. Si conoscono da tempo e, anche attraverso i messaggi WhatsApp, gli inquirenti hanno stabilito che la confidenza tra i due andava oltre l’amicizia. Sia la ragazza che l’altro minorenne, 15 anni con problemi cognitivi, presenti nell’appartamento con il commerciante non avrebbero riferito di promesse di soldi o regali. I rapporti, stando a quanto ricostruito, si sarebbero consumati nel tempo solo tra l’adulto e la 17enne. L’incontro a tre di sabato, insomma, era un caso e non la regola. E proprio il ritorno a casa imprevisto del 15enne e alcune sue dichiarazioni alla mamma hanno innescato l’arrivo dei carabinieri.
«L’ipotesi di aver ricevuto regalini o altre utilità non trova riscontri negli elementi istruttori – prosegue il legale – I rapporti sessuali erano consensuali senza regali o soldi. La decisione del gip va oltre l’esame delle esigenze cautelari. È qualcosa che è a monte perché non rileva neanche quei gravi indizi di reità idonei a concretizzare la misura dell’arresto. Devo dire che i ragazzi con le loro dichiarazioni non hanno fatto un quadro così drammatico. Non ci sono state costrizioni, né pagamenti per le prestazioni».
Il commerciante resta indagato per atti sessuali con minorenni. Prima di quello eventuale dei magistrati dovrà affrontare il giudizio della famiglia. E della moglie in particolare. Quando è uscito dal carcere è andato a casa della figlia. Se anche non ha commesso reati, come sostiene la difesa, restano i rapporti consensuali con una ragazza da cui lo separa una differenza di età di oltre 40 anni. Questioni private da risolvere tra le mura di casa.
Pietro Barghigiani
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