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Bulgarella: «Ho pagato un hotel devastato»

Bulgarella: «Ho pagato un hotel devastato»

L’imprenditore ha perfezionato l’acquisizione del Granduca, mentre i vandali hanno distrutto tutto

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SAN GIULIANO TERME. «Sì, ho pagato. C’era tempo fino a domani (oggi per chi legge ndr) e ho mantenuto i miei impegni. Io sono un imprenditore serio e ora, per l’entrata in possesso dell’immobile, manca solo il decreto del giudice. Ma vorrei dire una cosa: chi altro, come me, ha a cuore l’ex hotel Granduca? Rispetto a quest’estate, quando l’ho comprato, i vandali lo hanno devastato. Dalla cabina elettrica è sparito pure il trasformatore, eppure per vigilarlo pagavano delle guardie».

È triste e arrabbiato Andrea Bulgarella, il costruttore siciliano a capo dell’Immobiliare Ponte srl, la società che ha acquisito all’asta l’ex albergo di San Giuliano. Ribadisce che «riassumerà tutti i dipendenti», perché «per me l’importante è dare lavoro». «Adesso sarà più difficile essere pronti per aprire entro l’estate – sostiene l’imprenditore – perché ci sono una marea di danni. Mi viene da piangere: i ladri hanno rubato anche i fili, magari arricchendosi per mille euro a furto, mentre a me hanno causato almeno il quintuplo dei danni».

Lo ha scritto e ripetuto a voce anche al curatore fallimentare, ieri a Rimini, Bulgarella. Dove erano i vigilantes mentre l’albergo veniva saccheggiato dai ladri? «Prima l’immobile, rispetto a com’è ora, era in condizioni nettamente migliori – prosegue il costruttore – ma lavorerò comunque 18 ore al giorno per rimettere a posto tutto. Voglio aprire il prima possibile, perché sono un uomo e non un “quaquaraquà”. In ogni caso, quanto accaduto, è di una gravità inaudita».

Dormirà nell’hotel Granduca ancora incompiuto, l’imprenditore siciliano, pur di preservarlo da altri atti di teppismo. «L’ho fatto con l’hotel Palazzo, uno dei più belli d’Italia – prosegue il costruttore – e sono pronto a ripetere il rito anche in questo caso. Rimango però amareggiato, perché tutto questo amore sbandierato per l’ex Granduca non si è mai tradotto in realtà. Dov’erano le persone mentre l’edificio veniva danneggiato? Forse dentro ci dorme anche qualcuno. Ma per ora, in attesa del decreto di trasferimento, io ancora non posso toccare nulla».

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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