Il dolore
Sicurezza, camere svendute a 40 euro
La denuncia di Romanelli (Hotel La Pace): «Prefetto e questore, venite a vedere da cittadini come sono costretto a lavorare»
PISA. Si sente accerchiato. E danneggiato, di sicuro a livello di immagine. Se si dovesse dare un volto alla crociata contro il degrado in zona stazione, Andrea Romanelli, professione albergatore, vincerebbe a mani basse.
Il furto dell’altra notte ai danni del minimarket di via Mascagni, a due passi dall’Hotel La Pace, sottolinea un concetto ormai cronico. Non apre certo fronti nuovi.
L’imprenditore è più sfiduciato che arrabbiato.
«Passati i mesi successivi al servizio di “Striscia la notizia”, la situazione è andata sempre peggiorando – esordisce l’imprenditore –. Ora non siamo tornati ai livelli precedenti a quella ribalta nazionale. Siamo ancora più indietro».
Romanelli lancia una provocazione per sollecitare le coscienze di chi ha le redini dei controlli in città.
«Dal sindaco al prefetto, dal questore al comandante dei carabinieri e della polizia municipale – annuncia l’albergatore –. Venite in zona a vedere come si vive e lavora. Ma non vi fate anticipare da battaglioni di poliziotti. Quello è già successo e si sa come funziona. Per un po’ l’area diventa un’altra cosa rispetto alla quotidianità e sembra che tutti funzioni. Non è così. Vi invito a venire senza la grancassa. Venite da semplici cittadini a vedere come sono costretto a ricevere i clienti. Ho immigrati che mi entrano nell’hotel per bivaccare».
Negli ultimi giorni ad alzare i toni già sostenuti sono state le risse tra immigrati. Lampi di violenza che rompono la routine di spaccio e bivacchi sotto i portici.
Una sfida tra nigeriani e tunisini in cui pare non sia estranea la droga. I luoghi di battaglia oscillano tra via Mascagni e viale Gramsci. Il collegamento tra le due strade si trova proprio davanti all’hotel che diventa così un passaggio obbligato per inseguimenti e scorribande.
«È un continuo – riprende Romanelli –. Non lo dico per sentire dire. Ho le immagini della mia videosorveglianza a testimoniarlo. Si picchiano a qualunque ora, si lanciano sassi come fosse una guerra per bande. Come può un albergatore lavorare in queste condizioni? Infatti, i clienti si lamentano. Su 60 camere ne ho 20 occupate. Una doppia la vendo a meno di 40 euro».
Il tema dei controlli, dell’occupazione quasi militare del territorio, diventa il deterrente più immediato per dare risposte sul fronte sicurezza.
L’imprenditore rifugge dagli interventi mordi e fuggi. I blitz che liberano la zona giusto il tempo dei controlli in questura per i fermati. Il giorno dopo si ricomincia.
«L’altro giorno ho visto una pattuglia di finanzieri con i cani antidroga – prosegue –. Erano le 9,30. Ma a quell’ora non si trovano certo spacciatori o gente che disturba. La presenza deve essere fissa e continua da mezzogiorno fino almeno alle 21. Il peggioramento è evidente e sotto gli occhi di tutti. Spacciatori e il contorno che si portano dietro sono tornati a essere padroni della stazione».
Romanelli rinnova l’invito: chi ha il potere di decidere si trasformi in una persona che viene a Pisa da turista e stia al nostro fianco per un giorno.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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